Di Alessandro Maria Bollettini

CUPRA MARITTIMA – La Galleria Marconi di Cupra Marittima ha ripreso domenica 24 settembre alle 18  la propria attività espositiva. Per il primo appuntamento della stagione 2017/2018 è stato presentato “Senza soluzione di continuità”, mostra personale di Alessio Santoni. La mostra è organizzata da Galleria Marconi e Marche Centro d’Arte e si avvale del testo critico di Barbara Rossi, che dice: “L’artista marchigiano presenta alcune delle sue opere più recenti che seguono la scia di un tema da tempo indagato, quello del di-stacco, inteso come dicotomia fra il positivo e il negativo, fra la traccia che rimanda e ciò che è/o è stato davvero.”

Alessio Santoni parte dagli scarti delle lavorazioni della pelle per le calzature per creare i suoi lavori, così prosegue Barbara Rossi: “La più tradizionale stampa calcografica trova la sua matrice nella lastra di zinco vergata quasi fino all’inverosimile dal coltello dei tagliatori di pellame e l’istallazione “site specific” realizzata sul pavimento ricalca, come una meticolosa scena del crimine, la sagoma di decine di ritagli della stessa pelle. Una traccia destinata ad essere corrosa dal tempo e dai passi di chi sarà disposto a guardarla per trovare forme e stralci di ciò che è stato e trova ora nuovo significato.”

La mostra di Alessio Santoni potrà essere visitata fino al 21 ottobre 2016 con i seguenti orari: lunedì – sabato 16.30 – 19.30, in c.so Vittorio Emanuele II n°70 a Cupra Marittima; inoltre farà da “apertura” a “Ti aspetto ANCHE domani” una rassegna che accompagnerà la Galleria Marconi durante la stagione espositiva 2017-2018.

A presentare “Ti aspetto ANCHE domani” è Franco Marconi, proprietario della Galleria: “In tanti anni di attività ho avuto la fortuna di conoscere tantissimi artisti, di farli esporre, di aiutarli a valorizzare il proprio lavoro. Ogni volta che vedo una mostra installata, vedo un percorso che si compie e si apre a nuove prospettive. Mi sono reso conto in questo modo, però, che il momento migliore per vedere una mostra, per apprezzarla, per farla propria, è nei giorni successivi all’inaugurazione. Capita troppo spesso di vedere il momento dell’inaugurazione con tantissime persone che parlano, si confrontano, chiedono, ed è giusto che sia così perché l’inaugurazione ha questo scopo, permettere di potersi confrontare con artisti, curatori, critici, galleristi e far sì che le idee si incontrino e circolino. Eppure c’è sempre un po’ di confusione in queste occasioni, confusione che non permette di poter godere a pieno delle opere esposte”.

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