SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Prima dell’inizio di Samb-Padova va in scena una conferenza stampa con un parterre di autorità a presentare il progetto “3 P: Patto, Passione e Partecipazione” che nasce dopo la sigla del protocollo tra i Ministri Minniti e Lotti ed i Presidenti degli Entri rappresentativi del mondo del calcio (CONI, FIGC, LEGA A B C, ASSOARBITRI, ASSOCALCIATORI, ASSO ALLENATORI), mirando ad un nuovo modello di gestione del calcio, delle partite e della sicurezza negli stadi.

Il piano coinvolge le 12 tifoserie, comprese quelle di Samb e Padova oggi impegnate l’una contro l’altra (e rappresentate dai rispettivi presidenti Fedeli e Bonetto), considerate più “calde” e a rischio incidenti, oppure “vivaci” come le ha definite il questore di Ascoli Luigi De Angelis. Oltre ai rossoblu e i veneti rientrano in “3P” anche Pisa, Piacenza, Alessandria, Livorno, Reggiana, Vicenza, Catania, Reggina, Lecce e Casertana.

L’obiettivo? “Recuperare la dimensione sociale del calcio” come ha chiosato Daniela Stradiotto presidente dell’osservatorio sport del Governo. Oltre alle autorità dello Stato presente anche il Sindaco Piunti e i due presidenti di Samb e Padova Franco Fedeli e Roberto Bonetto.  Per la Lega presente il segretario Generale Francesco Ghirelli che si lascia andare a un ricordo di Piero Persico e fissa un obiettivo fondamentale: “riportare le famiglie allo stadio”. In effetti fra le linee programmatiche di “3 P” c’è proprio il ritorno delle famiglie allo stadio oltre al controllo delle tifoserrie (si dice chiaramente di voler “abbassare la percezione di pericolo nell’andare allo stadio”, oltre al contrasto delle scommesse.

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