Dall’Espresso Rossoblu numero 1321

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Francesco Moriero è stato un grande giocatore e ha partecipato anche ai mondiali del 1998 in Francia (ne parleremo nei prossimi numeri). Come quasi tutti gli ex-calciatori la nuova carriera di allenatore all’inizio non è stata semplice. Dopo un’ esperienza in Africa (come due altri ex-Samb, Dossena e Spinozzi), la sua prima panchina da allenatore in Italia fu burrascosa in quanto allenò il Lanciano che, sotto la Presidenza di Di Stanislao, causa una penalizzazione di 10 punti, retrocesse sul campo ma poi grazie a un fallimento pilotato fu acquistato dalla famiglia Maio la quale prima riusci’ a risollevare la squadra frentana dalle ceneri e poi portarla in serie B (ma con Gautieri allenatore).

In quell’anno non molto felice Moriero incontrò due volte la Samb di Piccioni e Ugolotti. Grande impresa l’anno seguente quando vinse i play-off con Arezzo e Benevento alla guida del Crotone in cui militava anche Quondamatteo che ha ritrovato quest’anno a San Benedetto, portando i pitagorici per la prima volta in serie B.

Tuttavia in Calabria non rimase e passò al Frosinone, sempre in serie B in cui esordì il 21-09-2009 con una bella vittoria a Salerno: Troianello fu protagonista di una grossa stagione condita da 11 gol. L’esperienza laziale si concluse male poiché fu sostituito a quattro giornate dalla fine da Guido Carboni. Comunque un buon avvio di carriera con tre campionati quasi completi conditi da 39 vittorie ed altrettante sconfitte.

Prima volta a Grosseto nel 2010-11 quando subentrato ad Apolloni dopo solo sette giornate, fu poi sostituito da Serena.

Stagione rocambolesca nel 2012-13 quando dopo aver iniziato la stagione ancora nel Grosseto si alternarono dopo di lui altri tre allenatori: infatti all’ottava giornata fu sostituito da Somma, a cui subentrò Magrini e successivamente Menichini prima di essere richiamato alla guida della squadra maremmana alla ventiseiesima : inevitabile la retrocessione in Prima Divisione. 

In quella squadra giocavano tra gli altri Del Vecchio e Soddimo.

Curioso a Catanzaro nel campionato 2014-15 quando alla quindicesima giornata gli subentrò Stefano Sanderra. Quest’anno si è praticamente verificato il contrario anche se in un contesto totalmente diverso.

Due esperienze all’estero: la prima come detto all’inizio della carriera quando allenò una squadra ivoriana, la seconda nel 2011-12 quando subentrò a Pane (ex-allenatore dell’Ascoli) e concluse la stagione con un quinto postò che non consentì al Lugano il ritorno in sere A.

“Nemo propheta in patria est”: nel 2013 infatti realizzò il sogno di allenare la squadra della sua città ma dopo solo quattro giornate fu mandato via per far posto a Franco Lerda.

Due anni fa a Catania, in un ambiente depresso e scosso da una retrocessione a tavolino, ottenne un’onorevole tredicesimo posto dopo essere subentrato a Pancaro alla venticinquesima giornata.

Dopo un anno “sabbatico” è tornato in panchina alla guida della Samb con quel pizzico di grinta e “cattiveria” per riprendere un discorso interrotto.

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