SAN BENEDETTO DEL TRONTO – L’Area Vasta 5 ha svelato i dati degli interventi della cosiddetta “Equipe Sisma”, istituita a marzo 2017 e costituita da cinque psicologhe, due psichiatre e una neuropsichiatra infantile, un’assistente sociale e due educatrici professionali. In realtà, nel territorio piceno, già dalle prime scosse di agosto era stato istituito un gruppo di intervento psicologico-psichiatrico composto da 16 medici e professionisti che, nelle prime settimane si sono occupati soprattutto di gestire  lo stato di shock in cui versavano decine e decine di persone che sotto le macerie avevano perso amici e familiari.

Dopo il periodo di studio delle esigenze delle popolazioni terremotate, dunque, la nascita dell’equipe capitanata dai medici Vincenzo Luciani, Angelomario Barioglio, Vinicio Alessandroni e Maria Longo. Operanti in diverse realtà tra ospedali, servizi sanitari, alberghi e perfino diocesi, i numeri dei servizi danno un quadro ben preciso dei disturbi e delle esigenze di una popolazione duramente colpita nel fisico e nella psiche dalle scosse di terremoto.

Dando una scorsa ai dati infatti, nel periodo di sette mesi da marzo a settembre 2017 gli interventi sui terremotati sono stati 1443 distribuiti su 232 pazienti. Tra i disturbi, a farla da padrone sono stati di sicuro quelli attribuibili a forme d’ansia che hanno colpito il 29% dei pazienti. Fa riflettere anche l’incidenza dei disturbi della personalità, che hanno colpito il 27% delle persone mentre gli altri disturbi trattati sono stati la depressione(23%), disturbi correlati al trauma (21%). Ansia e depressione, poi, hanno colpito specialmente gli adulti (quasi la metà degli adulti trattati presentava uno o l’altro o entrambi i disturbi) mentre adolescenti e bambini hanno sofferto in particolare di forme ricorrenti di insonnia oltre che di sofferenza emotiva che, fa sapere l’Asur, “ha compromesso il rendimento scolastico”.

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