SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un caso che lascia dello sconcerto, quello accaduto il 15 settembre in via Leopardi. Una ragazza di Grottammare, regolarmente in possesso del contrassegno d’invalidità, ritrova sul cofano della propria auto un biglietto anonimo con cui viene accusata indebitamente della sosta effettuata nell’apposita piazzola riservata ai disabili.

La Commissione medica integrata di San Benedetto del Tronto ha riconosciuto alla ragazza un’invalidità civile dell’80 per cento, dopo che un incidente stradale ha compromesso parzialmente l’utilizzo di un braccio.

Inevitabile lo sconcerto della 26enne grottammarese, che dichiara: “E’ assurdo imbattersi in persone disposte a giudicare senza nemmeno conoscere i fatti, soprattutto senza avere idea delle difficoltà in cui s’imbattono le persone con i miei stessi problemi”.

Interviene in proposito il presidente dell’associazione Aida nonché presidente della Consulta comunale per la disabilità di San Benedetto Jonni Perozzi: “E’ sicuramente un fatto deplorevole quello accaduto a questa ragazza. Chi è in possesso di un contrassegno valido, significa che gli è stata in precedenza riscontrata una difficoltà. Io credo che ci troviamo di fronte ad un problema più grande della disabilità stessa; un problema di civiltà e cultura, presente non solo a San Benedetto”.

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