SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Un esordio migliore non me lo potevo immaginare col gol e l’esultanza sotto una curva così” in questo modo Luca Miracoli torna sulla rete (su rigore) che domenica ha sbloccato il risultato in Samb-Feralpisalò, la prima “vera” partita dell’attaccante genovese che era squalificato in occasione della prima giornata e a Fermo, come tutti, ha giocato solo quei famosi 31 minuti e 16 secondi.

“VOLEVO TORNARE A SENTIRMI UN CALCIATORE VERO”. Di sicuro quello che è appena iniziato sarà un anno particolare per Miracoli che è arrivato fra la curiosità ma anche lo scetticismo dei tifosi per un calciatore che finora non ha avuto certo la media gol, in carriera, di un cannoniere di razza. Ad ogni modo il ragazzo sa quello che vuole: “Sono arrivato qui perché volevo una piazza e un tifo che mi facessero sentire un calciatore vero e il fatto che magari qualcuno critichi o si aspetti nomi importanti è una conseguenza di questo” ammette candidamente il ragazzo.

RICORDI DI FRANCIA. In effetti, a parte un’annata particolarmente florida proprio a Salò, Miracoli non è mai stato un calciatore dal particolare feeling con la doppia cifra, anche se, le intenzioni di rilanciarsi ci sono tutte: “Sono venuto qui perché spero di riscattarmi e magari provare a fare una bella stagione come con il Feralpisalò”. C’è da dire, a onor del vero, che l’attaccante classe ’92 non è stato particolarmente fortunato in carriera. Dopo una bella stagione in B a Varese 3 anni fa si è infatti trovato appiedato dal fallimento della compagine lombarda. E qui arriva una scelta particolare, che non tutti possono annoverare sul curriculum, ovvero l’esperienza al Tours, in serie B francese, esperienza “positiva” ricorda Luca e opportunità arrivata grazie alla chiamata dell’ex attaccante del Milan di Sacchi prima e Capello poi, Marco Simone. Un’annata che Miracoli ricorda così: “E’ stata una bella stagione in cui sono partito forte ma poi mi sono fermato per un infortunio a gennaio. Mi restano i ricordi di un calcio molto diverso dal nostro, meno tattico e più veloce in cui non c’è un attimo di pausa e tutti pensano ad attaccare. Un po’ come in Inghilterra”.

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