ROSETO DEGLI ABRUZZI – Anche il Comitato storico-scientifico della manifestazione “Per Non Dimenticare – Cefalonia 1943-2017” sarà ospite ed omaggerà la figura eroica del reduce di Cefalonia Giovanni Capanna, aquilano di nascita, ma viveva a Teramo per lavoro (Poliziotto in forza alla Questura di Teramo e autista personale del Prefetto di Teramo negli anni ‘70), morto il 19 marzo 2016 proprio nella città d’adozione. Lo staff dell’evento storico composto dall’amico personale, Giuseppe Pollice; dal Presidente del Circolo filatelico-numismatico di Roseto, Emidio D’Ilario; dal giornalista, Luciano Di Giulio e Walter De Berardinis, Commissario provinciale dell’Istituto Nazionale per la Guardia d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon di Roma, che da ben 5 anni organizzano l’evento in Provincia di Teramo, presenzieranno per ricordare la figura umana e professionale di Capanna. Il volume “Prigionero del blu”, di Francesco Fagnani, è basato sulle memorie proprio del reduce Giovanni Capanna. La manifestazione, alla presenza delle autorità civili e militari, si terrà alle 17 in L’Aquila presso la Caserma del 9° Rgt. Alpini “Pasquali” in L’Aquila, già sede del 33° artiglieria Acqui. La data, non casuale, 15 settembre, coincide con l’avvio degli scontri a Cefalonia nel 1943. Il programma di venerdì 15 settembre prevede: 17 Saluto delle Autorità civili e militari, in base al protocollo; 17.20 Introduzione Presidente De Historia, Nicoletta Proietti; 17.30 Intervento Presidente ANCFARGL, Ambasciatore Alessandro Cortese De Bosis, autore della prefazione; 17.45 Giovanni ed io, la parola all’Autore, Francesco Fagnani; 18 Dibattito, testimonianze; 18.15 Riconoscimento De Historia alla vedova del Reduce, Signora Maria Capanna; 18.30 Fine dei lavori. A seguire visita al Museo Storico della Acqui e aperitivo di commiato.

Giovanni Capanna morì lo scorso 19 marzo 2016, presso la casa di riposo De Benedictis di Teramo, aveva 92anni, era l’ultimo militare della provincia di Teramo testimone vivente degli atroci fatti di Cefalonia in Grecia nel 1943. Lasciò la moglie, Maria Giuseppina Cacchio, il figlio Enrico e il cognato Carlo Cacchio. Era nato ad Arischia (frazione de L’Aquila) il 1 agosto 1923, partito alla volta della Grecia come autiere in forza al 17° fanteria addestramento volontari “Aqui”, nel 1941 parte per il fronte greco-albanese per combattere a Himara, Vunci e Val Shushiza.

Nel 1942, al termine della prima fase del conflitto, viene trasferito sull’isola greca di Cefalonia dove viene catturato dai tedeschi dopo la resa dell’8 settembre 1943 e coinvolto nei famosi e tragici fatti di Cefalonia. In particolar modo ebbe l’ingrato compito di fare la spola, insieme ad altri suoi colleghi autieri, tra i campi temporanei di prigionia e le fosse comuni dove furono trucidati i soldati italiani. Grazie all’aiuto dei partigiani greci riuscì ad evadere ed unirsi alle bande locali per cacciare l’invasore tedesco. Successivamente alla fine della guerra rientrò in patria con mezzi di fortuna, arruolatosi in Polizia, prestò servizio presso vari distaccamenti in alcune località d’Italia, fino ad andare in pensione a Teramo come autista personale del Prefetto di Teramo negli anni ’70, dove peraltro decise di vivere con la sua famiglia. Giovanni, il 25 aprile del 2007, fu inviato ufficialmente come uno degli ultimi reduci viventi a Cefalonia con l’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, primo festeggiamento fuori dai confini nazionali, ed anche nel 2012 partecipò ricevendo alcune medaglie e diplomi ministeriali.

Dal 2011, insieme al Comitato “Per non dimenticare – Cefalonia 1943”, costituito per ricordare i militari italiani morti a Cefalonia nel settembre del 1943, partecipava agli incontri culturali con le scolaresche del teramano, in particolar modo a Giulianova, Mosciano Sant’Angelo, Roseto degli Abruzzi ed altri plessi della provincia di Teramo. In totale furono 6 i militari teramani morti nella carneficina sotto il fuoco degli ex alleati tedeschi: Giovanni Calvarese, Carabiniere del 7° battaglione, nato a Giulianova il 2 giugno 1920 e fucilato il 23 settembre 1943; Luigi Di Filippo, Carabiniere della sezione mista, nato a Mosciano l’11 settembre 1911 e fucilato il 14 settembre 1943; Antonio Piozzi, Sottotenente del 17° fanteria Aqui, nato a Nereto il 10 gennaio 1920 e fucilato il 24 settembre 1943; Emidio D’Angelo, 33° artiglieria, nato a Sant’Egidio alla Vibrata il 26 novembre 1922 e dichiarato disperso il 23 settembre 1943; Silvio Martella,  tenente del 33° artiglieria, nato a Silvi il 26 agosto 1915 e fucilato il 22 settembre 1943; Marco Ciarroni, 33° artiglieria, nato a Teramo il 10 agosto 1916 e dichiarato disperso il 22 settembre 1943

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