SAN BENEDETTO DEL TRONTO – L’estate 2017 è ormai giunta al traguardo finale. Si torna a lavoro e a scuola, principalmente. Inizialmente, per tutti, è dura mettere alle spalle la stagione estiva.

Tra questi, sicuramente, l’allenatore dell’Happy Car Samb Oliviero Di Lorenzo. Il mister rossoblu ha vissuto un’estate intensa e piena di soddisfazioni. Ha trascinato i suoi giocatori alla conquista del Triplete: Coppa Italia, Supercoppa Italiana e Scudetto con gli ultimi due trofei vinti a San Benedetto nella splendida cornice della Beach Arena. Un percorso straordinario dove l’allenatore ha ben impresso la sua impronta.

Riviera Oggi ha intervistato Oliviero Di Lorenzo.

Mister, alla presentazione della stagione (ad inizio giugno) Bernardo Carfagna aveva lanciato con affetto un avviso importante: ‘Non voglio mettere pressione all’allenatore ma dico solamente che quest’anno con questi calciatori bisogna ottenere per forza qualche importante risultato’. Che cosa pensò in quel momento?

“Lo ringraziai, come immortalato nel vostro video quel giorno (CLICCA QUI), per avermi dato incoraggiamento e tranquillità. Naturalmente si scherzava però avevo ben capito il suo concetto. C’erano comunque determinazione e convinzione perché avevamo fatto una programmazione molto importante. Il nuovo presidente Giancarlo Pasqualini ha ereditato un buon sistema da Roberto Ciferni e l’ha consolidato. Avevo chiesto particolari giocatori ed erano arrivati. Sapevo di avere una squadra fortissima, la più forte in assoluto nella mia carriera. Ero comunque tranquillo perchè il gruppo stava dimostrando umiltà e unione. Ero consapevole di poter fare una bella stagione nonostante le corazzate Viareggio e Catania. Ero anche certo di poter arrivare in campionato fra le prime tre. Sognavamo il Triplete ma sapevamo che sarebbe stata dura. Quando in passato è stato fatto, il livello del Beach Soccer era molto inferiore. Attualmente la maggior parte delle squadre ha una rosa di qualità, negli anni passati solamente un paio. E’ andata molto bene alla fine ma grazie alla forza e compattezza di giocatori e società”.

Tra Coppa Italia, Supercoppa Italiana e campionato abbiamo notato che l’Happy Car Samb si esaltava quando era sotto di alcuni gol. Spesso i terzi tempi dei rossoblu hanno determinato rimonte straordinarie. C’è una spiegazione a riguardo?

“E’ vero che la spinta del pubblico sambenedettese, nelle partite disputate alla Beach Arena, è stata meravigliosa ma c’è anche altro. Rispetto agli anni precedenti ho lavorato molto di più sul dosaggio. Ho allungato i tempi di resistenza allo sforzo. Avevo notato che molte squadre nel terzo tempo, quando sono in vantaggio, ‘mollano’ e pensano più a difendere il risultato che a giocare. Si verifica un calo mentale e io ci ho lavorato sopra. Anche nelle partitelle giocate tra noi. Volevo dare la sensazione che si potevano ribaltare situazioni sfavorevoli (svantaggi o torti arbitrali) e raggiungere l’obiettivo ovvero la vittoria. Questo sicuramente ha contribuito nelle nostre rimonte”.

Durante le tre competizioni, qual è stato il periodo più difficile?

“In pochi sanno che nella seconda tappa di Viareggio l’aria non era rosea. I giocatori non avevano giocato benissimo e fra alcuni di loro c’erano dei mugugni. Ho deciso, un giorno, di chiudere tutti in una stanza e confrontarmi con loro senza dirigenti. Ci sono state parole dure e dei rimproveri verso qualche elemento. Ho dovuto farlo per ricompattare il gruppo. Sapevo di avere a che fare con persone intelligenti e quindi feci quella mossa. Fu molto importante perché ci rigenerò”.

Qual è stato, invece, il momento più bello della stagione?

“Beh, Supercoppa e Scudetto a parte, direi che la vittoria a Terracina in Coppa Italia nella finale contro Viareggio mi ha dato numerose indicazioni positive. I toscani erano al completo in quell’occasione e abbiamo vinto. Dimostrando di poter possedere una grande forza. I toscani, a San Benedetto, hanno sempre affermato che in Riviera sono giunti con assenze importanti ma voglio ricordare a loro quella gara in terra laziale: sono stati battuti anche al completo. Dopo quella finale ho compreso che potevamo fare una stupenda stagione”.

Qualche pensiero sulle partite disputate alla Beach Arena davanti a un folto pubblico sambenedettese.

“Cornice stupenda. Non sono un tipo che si commuove facile ma dopo la finale ho pianto di gioia. Era meraviglioso vedere tante persone entusiaste di noi e l’invasione finale è stata bellissima. Ripaga di tutti gli sforzi lavorativi ed economici che l’intera società compie. Sarò sempre grato al pubblico di San Benedetto. Inoltre abbiamo vendicato alcune cocenti sconfitte patite qui in Riviera. E’ andato tutto alla meraviglia. Neanche un film avrebbe potuto descrivere tutte le emozioni provate”.

Dopo il Triplete, la stampa italiana vi ha dedicato spazi importanti. Ma anche all’estero. Una buona pubblicità per la squadra ma anche per la città di San Benedetto.

“Esatto. Gli elogi provenienti dall’estero (in particolare da Portogallo, Spagna e Brasile) regalano ottima visibilità a noi, in vista anche dell’Euro Winners Cup, ma anche alla Riviera. Su giornali stranieri spunta il nome di San Benedetto e molti turisti, incuriositi, vanno su Internet a cercare foto della città e spesso decidono di venire qui in vacanza. Il Beach Soccer, non lo scopriamo di certo oggi, è un ottimo veicolo per il settore turistico. Sport e turismo sono una combinazione vincente e così deve essere”.

Il sogno della società è una sede e l’utilizzo, anche in inverno, della Beach Arena.

“Ci sono stati, da tempo, contatti con l’amministrazione comunale precedente e attuale a riguardo. E’ un nostro desiderio e, anche se non facile, vorremmo che si esaudisse. Avere una sede e poter utilizzare la Beach Arena nel periodo non estivo per gli allenamenti aiuterebbe la squadra. Inoltre si potrebbero ospitare stage della Nazionale Italiana e dare ulteriore visibilità alla città di San Benedetto. Speriamo bene”.

Intanto sono giunte soddisfazioni dagli allenamenti effettuati con i giovani dell’Accademy, giusto?

“Più che giusto. E’ stato bello vedere molti ragazzetti appassionarsi al Beach Soccer. In tanti si sono avvicinati a questo sport e ne sono rimasti innamorati. Io voglio, in futuro, integrare giovani di San Benedetto alla squadra perché sentono la maglia e il senso di appartenenza. E’ uno dei miei obiettivi. Bisogna avere pazienza con loro, nessuno deve sentirsi costretto. L’amore con il Beach Soccer deve nascere in maniera spontanea”.

Diamo un’occhiata al futuro. Quali saranno gli obiettivi dell’Happy Car Samb? E’ inevitabile che, dopo il Triplete, molti avversari vi aspetteranno al varco.

“Ne siamo, in effetti, consapevoli. Meglio di così sicuramente non possiamo fare ma abbiamo la convinzione di poterci riconfermare: più che sui risultati (che dipendono anche da altri fattori, oltre la programmazione) parlo della volontà di dimostrare il nostro valore. Siamo molto motivati. Inoltre avremo l’Euro Winners Cup che si disputerà con probabilità a fine maggio, inizio giugno. Vogliamo fare bene anche in campo europeo ma sarà difficile a causa del regolamento. Le squadre italiane hanno il limite di stranieri da schierare in campo mentre in altre nazioni non c’è questo limite. Mi viente in mente il caso del Braga (squadra portoghese) che recentemente aveva in rosa cinque brasiliani da alternare a cinque portoghesi. La federazione italiana ci ‘sfavorisce’ ma sono comunque d’accordo con le limitazioni per valorizzare da noi i giocatori italiani. Peccato che altri paesi non fanno così. Comunque ci metteremo cuore e anima oltre alla qualità nelle partite europee”.

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