SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Di Fermana-Samb si è parlato fin troppo in questa settimana, vissuta su un filo “sospeso” fra la partita di Fermo e la prossima in casa contro la Feralpisalò. Con una decisione della giustizia sportiva che tarda ad arrivare e si presta a molteplici quanto premature interpretazioni, lo sport e il calendario di Serie C non si ferma. Come si dice in questi casi “The Show Must Go On”.

Inevitabile, in ogni caso, che una situazione sui generis come quella scaturita dall’episodio del “Recchioni” abbia, volente o nolente, le sue ripercussioni sui calciatori, uomini di sport abituati a trasformare le sensazioni del dopogara (sia in caso di vittoria che di sconfitta) in carburante necessario ad affrontare gli impegni successivi. Di questo e altro ha parlato Francesco Rapisarda alla stampa, confermando, in qualche modo il piccolo “intoppo” che ha rappresentato l’episodio fermano. “Non è facile ricominciare in questi casi” chiosa il terzino “perché ti rimane il rammarico di 30 minuti brutti e che andavano riscattati nella stessa partita e invece ti ritrovi a prepararne subito un’altra”. Non a caso il calciatore ribadisce: “Tutti noi volevamo che si ricominciasse a giocare subito e in qualche modo venissero riaccese le luci, ma poi abbiamo capito dopo poco che non sarebbe stato possibile. Resta comunque una partita, quella, che non sappiamo come sarebbe finita”.

Inevitabile, e giusto, arrivare a parlare del prossimo impegno casalingo che porta il nome Feralpisalò: “Loro hanno giocatori importanti e esperti ma noi non siamo da meno quindi penso proprio che alla fine parlerà il campo.” Il calciatore, infine, si lascia andare a qualche considerazione personale visto che, dopo un precampionato vissuto un po’ da seconda scelta, adesso sembra  diventato indispensabile per il mister: “Al momento sto ben, mi sento bene dal punto di vista della condizione, credo però che il mio fisico brevilineo mi abbia aiutato”.

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