SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Ha fatto scalpore il rinvenimento di 2,3 tonnellate di marijuana alla foce del Tronto nei giorni scorsi.

I militari della Guardia di Finanza e della sezione operativa aeronavale sambenedettese hanno sequestrato l’ingente quantitativo ad inizio settembre. Dopo un lungo appostamento, hanno intercettato l’enorme quantità di droga che stava per essere scaricata sulle spiagge della Sentina da un gommone proveniente dall’Albania. (in allegato il VIDEO del blitz)

Sono state arrestate due persone, un italiano e un albanese, che stavano per caricare la preziosa “merce” su un furgone, carico anche di carburante con cui l’imbarcazione sarebbe dovuta tornare indietro. I due fornitori sul gommone, invece, sono scappati appena viste le divise delle Fiamme Gialle, buttando a mare il resto del carico.

Nella notte tra il 6 e 7 settembre i finanzieri nelle acque del basso Adriatico, ha intercettato un’imbarcazione sospetta che dirigeva verso le coste pugliesi del Gargano. Alla vista delle unità della Guardia di Finanza, i trafficanti tentavano di darsi alla fuga verso il largo, nonostante l’alt intimato dagli uomini delle Fiamme Gialle a bordo di mezzi navali in forza al Gruppo Aeronavale di Taranto ed ai Reparti Operativi Aeronavali di Bari e Termoli.

Poco dopo, l’imbarcazione fuggitiva veniva fermata e abbordata al largo di Vieste. I finanzieri, saliti a bordo, accertavano la presenza di numerosi involucri tipicamente utilizzati per trasportare la marijuana ed individuavano i tre scafisti. Il mezzo utilizzato per l’illecito traffico, un motoryacht di colore bianco, lungo 17 metri circa, battente bandiera statunitense, veniva successivamente portato agli ormeggi della Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Manfredonia e sottoposto a sequestro.

Gli scafisti (M.F. di 54 anni, V.E. 28 anni e M.E. di 26 anni, tutti albanesi) venivano arrestati per detenzione e traffico internazionale di stupefacenti e posti a disposizione della competente Autorità Giudiziaria. La marijuana sequestrata dai finanzieri, confezionata in 185 colli di varie dimensioni, del peso complessivo di 3.992 chili, al mercato clandestino avrebbe fruttato al dettaglio circa 40 milioni di euro.

Sono in corso mirati approfondimenti investigativi a cura del Comando Provinciale di Foggia, al fine di individuare gli ulteriori componenti dell’organizzazione criminale.

Al momenti non ci sono conferme su un possibile collegamento con l’operazione compiuta in Riviera, le indagini sono ancora in corso, ma è certo che da ormai da più di un anno il Mare Adriatico, dalla Puglia sino al nostro territorio e l’area nord delle Marche, è diventato un vero e proprio canale di trasporto di sostanze stupefacenti.

Riviera Oggi, nel febbraio 2017, aveva raccontato del fenomeno. Prima del 2014 il traffico illecito sembrava interessare soltanto il basso Adriatico ma in seguito i “corrieri” hanno preso altre strade, o meglio, mari in questo caso.

Durante l’ultima estate sono stati molti i casi in cui imbarcazioni hanno individuato e recuperato pacchi di droga che galleggiavano in acqua. Registrati anche ritrovamenti sui vari litorali marchigiani e abruzzesi di scatoloni contententi le sostanze stupefacenti.

E’ certo anche che le Forze dell’Ordine stanno pattugliando in maniera massiccia le coste del Mare Adriatico per stroncare il traffico anche grazie alla collaborazione operativa ed investigativa con le Autorità di polizia albanesi, tramite il Nucleo di Frontiera Marittima della Guardia di Finanza di stanza a Durazzo.

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