SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dal 2 al 6 settembre, presso la sede Unicam di San Benedetto del Tronto, si svolgerà l’International School of Organometallic Chemistry (ISOC), diretta dal professor Claudio Pettinari.

Convegno di livello europeo, la Scuola riunirà spettatori e studenti da tutto il continente, per cinque giorni di seminari sulla chimica organometallica. I più recenti studi in merito, le applicazioni raggiunte a livello industriale, le nuove frontiere aperte dai composti, saranno discussi da quattordici oratori di livello, distinti da una brillante carriera in ambito chimico e vari riconoscimenti internazionali. Il professor David Cole-Hamilton, presidente della società chimica europea, aprirà il congresso con la lectio magistralis “Greener chemistry through homogeneous organometallic catalysis“. Lo seguiranno docenti provenienti da Olanda, Danimarca, USA, Spagna, Francia, e naturalmente dai più importanti atenei italiani.

Un organometallo, in chimica, è una qualsiasi molecola che possiede un atomo di carbonio legato ad un atomo di metallo; è una struttura rigida, che costituisce un materiale solido a temperatura ambiente.

Molti di questi composti devono essere sintetizzati artificialmente, ma alcuni si trovano anche in natura, dove rivestono un ruolo importante nel metabolismo dei viventi: la vitamina B12, per esempio, è un organometallo contenente un atomo di cobalto, che va integrato nella dieta attraverso carne, pesce e derivati. Nell’organismo interviene sia nel catabolismo del glucosio, processo essenziale per la sopravvivenza, sia nella costruzione di nuove basi per il DNA.

Alla base della funzionalità della vitamina B12 c’è la reattività dell’atomo di cobalto, che rende il composto un ottimo catalizzatore: la molecola instabile, in pratica, tende a reagire chimicamente per disperdere l’energia in eccesso, e consente in questo modo di trasformare un nutriente in prodotto utile per il corpo.

In generale, tutti gli organometalli sono instabili, per questo vanno maneggiati con molta cautela; i più reattivi tendono ad infiammarsi a contatto con l’aria, e ad esplodere se fatti reagire con ossidanti.

Questi composti sono una preziosa risorsa a livello industriale, in quanto sono usati come reagenti per la sintesi di vari materiali: nylon, polietilene, isoprene, ma anche prodotti biodegradabili destinati a sostituire la plastica. Inoltre, gli organometalli rendono possibile anche la produzione di numerosi prodotti farmaceutici.

Dato l’alto potenziale economico, è facile intuire che gli organometalli sono oggetto di intensi studi, e la ricerca di nuovi composti è costante. In particolare, negli ultimi anni è aumentata sempre più la ricerca in ambito clinico, dal momento che le molecole stanno rivelando ottime potenzialità nella cura dei tumori.

Gli attuali farmaci chemioterapici provocano pesanti effetti collaterali, principalmente perché attaccano tutte le cellule, senza discriminare le sane dalle malate. Per questo motivo si stanno sperimentando nuove cure focalizzate sulle cosiddette “macchine molecolari“: si tratta di molecole artificiali, che se iniettate nel corpo sono in grado di raggiungere con maggiore precisione le cellule cancerose e distruggerle. Un organometallo, in questo caso, funge da trasportatore del principio attivo, che viene rilasciato solo in prossimità della cellula malata.

A rendere così precise le macchine molecolari è la possibilità di guidarne il percorso, di solito con l’applicazione di un campo magnetico o una specifica reazione chimica, che induce la molecola a muoversi nel modo richiesto. Gli organometalli non sono le uniche macchine molecolari esistenti: altri composti sfruttano atomi non metallici e diversi meccanismi di propulsione, alcuni anche molto ingegnosi.

L’applicazione degli organometalli nelle terapie anticancro sarà uno degli argomenti principali dell’ISOC. Il convegno, oltre che un’importante incontro di studio per molti chimici, rappresenta anche un’occasione per esporre le attuali conoscenze mondiali sull’argomento; i prossimi obiettivi sono la scoperta di nuovi composti, e la realizzazione di macchine molecolari efficienti a basso costo.

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