SAN BENEDETTO DEL TORNTO  – Paolo Del Debbio presenta il libro “Più etica nel mercato?” venerdì 25 agosto al Circolo Nautico Sambenedettese. Conversa con il giornalista Tiziana Sgattoni. L’evento è organizzato dall’Amministrazione Comunale dall’Associazione I luoghi della Scrittura e dalla Libreria La Bibliofila, facendo parte del ciclo “Incontri con l’Autore”.

Del Debbio è nato a Lucca nel 1958. Giornalista e conduttore televisivo, dal 1999 insegna Etica ed economia all’Università Iulm di Milano. Ha pubblicato vari volumi, tra cui i più recenti Elogio dello Stato a pendolo. Stato e mercato nel XXI secolo (2009), Libertà (2013). Attualmente conduce su Rete 4 il programma di approfondimento Quinta colonna.

Il libro:
“È diffusa la convinzione che all’origine dei problemi economici di questi anni ci sia una generale mancanza di principi etici, che dovrebbero invece orientare le dinamiche e gli scopi del mercato. Per porre fi ne al disordine sarebbe quindi sufficiente ripristinare la funzione originaria che, secondo tale visione, esso dovrebbe svolgere: il perseguimento del bene comune. Così esposto, il ragionamento sembra fondato e persino scontato. La realtà è ben diversa. Come dimostra Paolo Del Debbio in questo libro, basta porsi alcune semplici domande per far emergere le molte contraddizioni che si nascondono dietro un’apparente e seducente ovvietà. I disastri finanziari, l’assenza di un accordo sulla gestione dell’emergenza ambientale e di interventi efficaci nella lotta alla povertà sono frutto dei meccanismi perversi del mercato o forse dell’inadeguatezza dei pubblici poteri? A un’attenta osservazione il richiamo all’etica si rivela infatti un alibi per coprire le responsabilità di chi non compie il proprio dovere. Docente di Etica ed economia all’Università Iulm di Milano, Del Debbio costruisce un percorso che, partendo dalle origini della questione etica in economia, conduce all’analisi di alcuni tra i più recenti modelli e argomenti proposti per affrontarla (Stiglitz, Bergoglio, Latouche, Piketty, Deaton). In particolare, l’autore si interroga sulla possibilità di stabilire un’etica dei diritti, individuandone alcuni che costituiscano un «minimo comune denominatore» in grado di conciliare il rispetto dell’individuo con quello della collettività. Dalla cooperazione internazionale al debito pubblico, dalle tasse alla finanza, il libro propone diversi esempi per un’efficace applicazione di quest’etica a vari settori, fornendo nuovi spunti al dibattito.”
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