SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Sostituire il Festival di Anghiò con un format comune a tante sagre evidenzia ancora una volta che questa amministrazione non conosce la storia e la tradizione della nostra città” con queste parole anche il Pd entra a gamba tesa sulla dualità Ittico-Anghiò esplosa in questi giorni dopo l’intervista rilasciata a Riviera Oggi da Sandro Assenti, presidente della Confesercenti ideatore del nuovo festival (CLICCA QUI) e le parole di Bruno Gabrielli, col forzista che si ha dichiarato come, a suo avviso, cancellare Anghiò sia stato “un errore imperdonabile”.

Per i democratici Anghiò era maggiormente legato al territorio poiché “metteva in risalto uno di quei prodotti “poveri” e migliori del nostro mare: il pesce azzurro, oltre alle tipicità e specialità dei nostri prodotti ittici locali”. Non è finita qui, nella nota congiunta dei consiglieri Pd, si rimpiange anche lo spessore “culturale”, per così dire del pianeta Anghiò che “promuoveva una sana alimentazione e valorizzava il nostro pescato attraverso piatti diversi e particolari, con iniziative come “Pappafish”. Oltre a questo sosteneva la marineria locale, da cui veniva acquistato il pesce” continuano i consiglieri d’opposizione.

I democratici poi puntano il dito anche sul contorno che Anghiò, a loro dire, offriva assieme ai piatti di pesce. “Il festival era accompagnato da serate culturali sul tema dell’enogastronomia, che ospitavano personalità della cultura e della politica nazionale. Non mancavano momenti di confronto con la marineria su temi riguardanti la pesca e sulle problematiche del comparto ittico, facendo conoscere più da vicino alla cittadinanza ed ai turisti un settore fondamentale della storia e dell’ economia del nostra città” proseguono i democratici che, infine, pungolano anche l’amministrazione: “Sostituire questo festival molto apprezzato evidenzia un ulteriore passo indietro di questa città e di questa amministrazione, preoccupata più a cancellare le manifestazioni di successo che a farle crescere e migliorare”.

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