ANCONA – “Nessun allarme amianto per il trasporto macerie del sisma. Notizie false, approssimative che creano allarme nella popolazione. Nel sito di Monteprandone, in particolare, non ne è arrivata nessuna quantità. Ancora una volta i grillini dimostrano la loro incapacità nella gestione dei problemi”. Lo afferma l’assessore regionale Angelo Sciapichetti rispondendo alle dichiarazioni del consigliere regionale Giorgini.

“Dispiace poi – aggiunge Sciapichetti – che a creare questa immotivata preoccupazione sia un consigliere regionale che tutte le possibilità per accedere ai dati e ai documenti della regione, nonché di confrontarsi con i dirigenti sempre disponibili al confronto. Al contrario Giorgini ha volutamente fatto una sparata prima di avere i dati dai nostri uffici. Il consigliere infatti ha comunicato una richiesta di accesso agli atti lo stesso giorno della sua conferenza stampa”. La Regione Marche, spiega l’assessore regionale all’Ambiente, “sta smaltendo l’amianto seguendo le procedure operative e documentali previste dalle norme specifiche sulla gestione di tale materiale pericoloso. Ad oggi infatti le quantità di amianto già rinvenute complessivamente nelle tre province in fase di preselezione della raccolta sono pari a 10 tonnellate su 106 mila smaltite.

La selezione di tale materiale il gestore la effettua prima della raccolta e dunque del trasporto del materiale, già nel comune e nel sito dove viene individuato. Le macerie contenenti amianto infatti una volta individuate in fase di preselezione vengono raccolte e lavorate, nei luoghi dei crolli e delle demolizioni, da ditte specializzate previa redazione da parte della ditta incaricata ed approvazione da parte di Asur del relativo piano di sicurezza. Quindi, nel sito di Monteprandone, in particolare, non è arrivata nessuna quantità. La limitatissima possibilità che qualche pezzetto di eternit sfugga nella fase di preselezione è prevista dalla legge. Per questo i mezzi di trasporto sono coperti con telo impermeabile, gli addetti alla selezione e cernita nel sito di Monteprandone lavorano protetti con appropriati Dispositivi di Protezione Individuale (DPI), le macerie vengono selezionate accuratamente in tre distinte aree per partite di lavorazione. Laddove si rinvenga una particella di eternit in una partita, questa viene fermata ed interviene una ditta specializzata per la rimozione dell’amianto.

Ad oggi non sono state rinvenute partite con residui di eternit sulle 1406 giunte al sito di deposito temporaneo di Monteprandone. Gli addetti alla selezione di Picenambiente hanno avuto una specifica formazione ed addestramento per il rinvenimento e le conseguenti procedure operative di gestione dell’eternit. Infine – conclude Sciapichetti – la soluzione proposta dal grillino Manni non è praticabile perché la legge che norma la gestione delle macerie del terremoto all’art. 28 pone come esplicito obiettivo quello della massimizzazione e del recupero”.

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