SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nei giorni scorsi la Caritas ha fatto il resoconto sull’anno 2016.

“Il senso di questa relazione non è mostrare quanto la Caritas ha fatto, cosa che contraddirebbe lo stesso Vangelo, ma far prendere coscienza alla comunità cristiana e alla nostra gente, comprese le istituzioni, delle povertà e delle risorse presenti sul
territorio” affermano gli esponenti.

La Caritas diocesana, essendo un organismo pastorale, ha cercato di inserirsi nel cammino della Chiesa locale che, nell’anno 2016 ha vissuto la conclusione del giubileo straordinario e si è impegnata a vivere la perseveranza “nell’insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nella preghiera”.

A ricordo dell’anno giubilare, il 16 aprile 2016, è stato inaugurato dal Vescovo Carlo Bresciani, il “Poliambulatorio”, diretto dal dott. Di Biagio, come luogo o ‘monumento’, come suggerito da papa Francesco, dove si mette in atto l’opera di misericordia del “visitare gli ammalati”.

Il 15 maggio 2016, a Porto d’Ascoli, è stato aperto il nuovo “Centro d’Ascolto SS. Annunziata”, realizzato grazie al contributo dell’8xmille, una delle ‘opere segno’ che dovrebbero crescere nelle diverse zone pastorali. Coscienti che Dio è carità, il momento forte di ogni settimana è stato l’incontro del lunedì, con tutta l’equipe dei responsabili, per spezzare la Parola di Dio e il Pane della vita e prendere collegialmente ogni decisione.

“Senza una relazione profonda ed intima col Signore non è facile, se non addirittura impossibile, vivere la carità tra di noi e con tutte le persone che la provvidenza mette sul nostro cammino” affermano dalla Caritas.

Anche gli incontri diocesani con gli operatori Caritas sono stati caratterizzati da momenti di spiritualità come l’incontro di preghiera su madre Teresa di Calcutta il 17 novembre , il ritiro di quaresima del 6 marzo presso il Monastero S. Speranza e il ritiro di avvento del 4 dicembre presso la Chiesa Madonna del Suffragio al Ponterotto sul tema “perseveranti nella prossimità”.

Per quanto riguarda la formazione dei volontari sono stati programmati i seguenti incontri: mercoledì 6 aprile presso i Padri Sacramentini testimonianze su Famiglia e nuove fragilità (dott.ssa Viky Quondamatteo) e carcere (dott.ssa Tallei Stefania); Mercoledì 20 aprile col prof. Luciano Eusebi, professore di diritto penale alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università cattolica del Sacro Cuore di Milano, sul tema: “La Chiesa della giustizia e della misericordia”; lunedì 13 giugno 2016 con la dott.ssa Chiara Verdecchia sul tema “Accoglienza e autorità nella relazione educativa”; lunedì 11 luglio presso l’Auditorium della Caritas diocesana sul tema: “Alcolismo e alcolismi, l’importanza dell’accoglienza” con la dott.ssa Sabrina Vici.

I volontari che prestano servizio alla Caritas, escludendo i gruppi che prestano servizio alla mensa e i giovani richiedenti asilo, sono così suddivisi:
Centro di Ascolto 5 volontari;
Docce 5 volontari (di cui 2 parrucchieri);
Vestiario 14 volontari;
Amministrazione 4 volontari;
Accoglienza 2 volontari;
Cucina 15 volontari;
Viveri 6 volontari;
Poliambulatorio 24 volontari;

A questi si aggiungono le quattro suore del Piccolo Fiore di Betania, Suor Smitha, Suor Vigea, Suor Adù e suor Tharsii che svolgono anche un lavoro di coordinamento.

“Importante è anche la collaborazione con ‘Casa Lella’ che ci ha permesso di incrociare volti, storie, nomi provenienti da tante parti del mondo, in modo particolare le più povere, così da condividere lacrime e sorrisi, gioie e speranze, che ci hanno aiutato a non cadere nella logica razzista che purtroppo oggi, scandalosamente, contagia anche tanti cristiani. E’ bello scoprire la bellezza della diversità e nello stesso tempo della similitudine: siamo tutti figli di Dio, abbiamo gli stessi sentimenti, le stesse passioni e preoccupazioni che ci permettono di vivere la ‘convivialità’ delle differenze, per dirlo con un espressione di don Tonino Bello” affermano dalla Caritas.

L’anno 2016 è stato caratterizzato anche dalla riattivazione del servizio civile con il progetto “Tendo una mano S. Benedetto” che ha assicurato la presenza di 4 giovani formati e competenti, per 30 ore settimanali ciascuno, che oltre a portare una nventata di giovinezza ed assicurare una presenza nei vari servizi, hanno permesso di mettere a regime l’Ospo, l’osservatorio delle risorse e delle povertà.

Certamente ciò che ha caratterizzato l’impegno della Caritas da agosto in poi è stata “la tragedia del sisma” che ha colpito il Centro Italia e si è fatto sentire ancora  più forte nelle nostre zone nel mese di ottobre. Si è attivata subito “una strategia di intervento” per una vicinanza alle diverse comunità accolte sulla costa, i certi periodi molto numerose, e alle parrocchie dell’entroterra con i centri storici chiusi e le diverse case lesionate. Sono stati formati gruppi di volontari nei territori di accoglienza sulla costa e proposti dei gemellaggi per la zona interna. I preti e le Caritas parrocchiali hanno cercato di fare una prima mappatura, grazie alla
disponibilità della protezione civile e delle strutture ricettive.

Per altri dati riportiamo il seguente link: Relazione Caritas diocesana anno 2016

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 252 volte, 1 oggi)