SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Manrico Urbani, addetto stampa del Circolo Nautico Sambenedettese ci ha parlato dell’imminente Festa della Madonna della Marina e, in particolare, dei suoi sogni e delle sua ambizioni per rendere questo evento ancor più popolare e caratteristico.

Il senso della Festa della Madonna della Marina è di dare spolvero alle tradizioni di San Benedetto del Tronto. Siamo una città di mare e, quindi, per la festa che è considerata l’evento cardine della riviera, bisogna dare spazio agli ambiti ad esso collegati. Per questo mi sto prodigando ad organizzare manifestazioni che si occupino di tre aspetti tipici: vela, nuoto e pesca. Gli ultimi due avranno spazio grazie a due gare dedicate: la 2a edizione del “Miglio Marino” per quanto concerne il nuoto; mentre la pesca, quella d’altura più specificatamente, avrà spazio grazie al challenge internazionale che si svolgerà nel weekend”.

Per l’aspetto veliero, invece, Urbani sogna in grande: “Il Palio Velico, giunto alla 4a edizione è un grande richiamo alla tradizione. Nel XIX secolo i pescherecci erano un simbolo della città. Questa gara, che coinvolge tutti i quartieri di San Benedetto del Tronto è una bella occasione per rispolverare una tradizione antica ed è giusto inserirla nel contesto di una festa così importante”.

“La prospettiva, ed il sogno finale, è quella di poter effettuare il palio in notturna con i bracci del Molo Sud e del Molo Nord a fare da anfiteatro per il pubblico, creando così un’atmosfera molto suggestiva. Inoltre, posso capire, per esperienza personale, come di giorno il caldo possa essere un ostacolo per le persone, poco invogliate a rimanere una giornata sotto il sole cocente. La speranza è di rendere l’evento di portata sempre maggiore, magari nazionale, tanto da rendere questo palio una sorta di “Quintana del mare”“.

Alla domanda se il palio insieme alle gare di nuoto e pesca potrebbero rappresentare in futuro quello che Jamboree è per Senigallia, Urbani è stato molto esplicito: “È il mio sogno perché le potenzialità per farlo diventare un evento di prestigio nazionale ci sono ma devono crederci anche le Istituzioni e i sambenedettesi che dovrebbero creare un comitato ad hoc che inizi già a lavorarci almeno 5-6 mesi prima. Altrimenti rischiamo di restare al palo e resteranno manifestazioni circoscritte senza possibilità di crescita”.

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