GROTTAMMARE – Tradizionalmente, i Sahrawi sono gli antichi abitanti del Sahara occidentale; un popolo prevalentemente arabo, organizzato in tribù, che popola un territorio potenzialmente ricco di risorse.

La grande quantità di fosfati presenti nel sottosuolo, usati come fertilizzanti agricoli, ha però da tempo attirato le attenzioni del Marocco, che ha invaso militarmente l’area. Dal 1975 in poi, la maggior parte dei Sahrawi è stata costretta a fuggire nei campi profughi dell’Algeria, dove vivono tutt’ora in condizioni di estrema povertà.

La Rio de Oro Onlus è presente attivamente nei campi, e organizza numerosi progetti per la salute ed il benessere dei rifugiati. Nata in Italia nel 1999, l’associazione si concentra in particolare sui disabili, per la maggior parte bambini, che vengono seguiti e curati gratuitamente.

Ogni anno, inoltre, gruppi di giovanissimi sono ospitati in sei strutture italiane convenzionate, situate in Lombardia, Emilia Romagna, Marche, Puglia e Sardegna.

La sede marchigiana è la scuola dell’infanzia di Grottammare, nella quale attualmente convivono bambini e volontari. Quindici bambini tra i sei e i tredici anni, per la maggior parte disabili, passeranno i mesi di luglio e agosto nell’istituto scolastico, curati da circa trenta ragazzi accorsi da tutto il mondo.

Al mio arrivo nella scuola, l’atmosfera è serena e allegra. I bambini giocano nel giardino, ridono e scherzano con i volontari che non li perdono mai di vista. Molti di loro sono paraplegici, si vedono carrozzine e deambulatori sparsi in giro. Altri hanno forme di autismo; mentre mangiano il gelato si sbrodolano felicemente le magliette. Altri ancora non hanno nessun problema apparente, sono qui per godersi una bella vacanza e per studiare. I volontari di Rio de Oro, infatti, gli insegnano le lingue, la matematica e le scienze. Vengono da ogni parte per prestare aiuto: solo a Grottammare si contano spagnoli, messicani, taiwanesi, e di altre nazioni ancora.

Una delle ragazze presenti, Bea, mi spiega qualcosa in più della Onlus:L’associazione Rio de Oro è nato in Italia, inizialmente non aveva sedi in Africa; nel 2001 però Rossana, la presidente, è andata a visitare il campo in Algeria. Si rendeva conto che il lavoro non era molto efficace se veniva svolto solo a distanza. Da allora forniamo aiuti sia nel Sahara che all’estero. Abbiamo sedi anche in Francia e in Spagna, ma quella italiana è la più importante. I volontari sono rimasti colpiti dall’attività svolta in Italia, per questo sono venuti.

Molti dei bambini paraplegici che sono qui oggi hanno subito diversi interventi negli anni. Ora riescono a muoversi meglio; alcuni con il deambulatore, altri con dei supporti alle gambe, stanno imparando a camminare. Vengono in Italia soprattutto i bambini che hanno bisogno di operazioni chirurgiche, dove possono completare il ciclo di terapie; qualcuno resterà anche dopo l’estate, il tempo di fare tutte le cure e la fisioterapia. Ce ne sono anche alcuni che vivono in Italia, facendoli giocare diamo un supporto alle famiglie.

Il lavoro dei volontari è diviso in due parti: la prima consiste nel seguire i bambini; ogni volontario si occupa di un bambino al giorno. La seconda comprende dei lavori casalinghi come cucinare, pulire, fare il bucato. Al mattino gli facciamo fare un po’ di fisioterapia, poi inizia la scuola; il pomeriggio è dedicato al gioco: li portiamo a vedere la città, oppure in spiaggia. Il mare gli piace tantissimo, vorrebbero andare sempre lì.

Le chiedo come se la cavano i bambini con l’italiano.Davvero molto bene! All’inizio non capiscono niente, ma già dopo due settimane mettono insieme qualche frase. Al termine dei due mesi di permanenza sono praticamente italiani. Ce n’è uno che sa parlare italiano, un po’ di spagnolo, di francese, di inglese, e naturalmente la sua lingua madre. Ha nove anni.

Bea è di origine francese, parla un italiano discreto; l’anno scorso ha visitato il campo profughi nel Sahara, questa è la sua seconda permanenza a Grottammare.

Nel tardo pomeriggio il sindaco Piergallini è venuto a portare i saluti ufficiali della città ai giovani ospiti; un incontro molto diretto e rilassato, durante il quale è stato sottolineato il grande valore umano del progetto. Perché fosse compreso da tutti i presenti, il discorso è stato tradotto in spagnolo dalla presidentessa del Rio de Oro, Rossana Berini.

In particolare, il sindaco ha sottolineato che sostenere questa iniziativa è un motivo di orgoglio per il comune: garantire il benessere di chi vive nel territorio, anche temporaneamente, è un obiettivo primario della politica.

All’incontro era presente anche consigliere comunale Lina Lanciotti, che ha illustrato la collaborazione tra comune e Rio de Oro. “Il comune di Grottammare, in accordo con la Onlus, da diversi anni mette a disposizione la scuola dell’infanzia come alloggio. Al progetto vengono anche destinati dei contributi, una parte dei quali sono raccolti con l’evento “Cabaret Amore Mio”. I fondi servono soprattutto per pagare il viaggio dei bambini dal campo profughi all’Italia. Rio de Oro, poi, ha vari altri contribuenti, ma va detto che questi tendono a diminuire di anno in anno”.

Il consigliere ha ringraziato anche tutte le attività commerciali coinvolte nel progetto. Un encomio speciale è stato riservato alla gelateria Camelli, che ha offerto il gelato a tutti i presenti, e al cinema Margherita, per l’entrata gratuita nelle sale.

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