SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Venerdì 7 luglio presso il Teatro San Filippo Neri di San Benedetto del Tronto si è svolto il Convegno “Co-educare ad essere sé”, che ha rappresentato l’atto conclusivo dell’omonimo progetto triennale di potenziamento della rete di agenzie educative, durante il quale i diversi attori coinvolti hanno illustrato le numerose attività svolte nel corso del triennio 2015-2017.

La finalità del progetto era quella di valorizzare e incentivare le alleanze educative tra le realtà (famiglia, scuola, enti, parrocchie, ecc.) impegnate in un percorso formativo a favore di bambini e adolescenti. Numerose sono state le attività distribuite sul territorio compreso nella Diocesi di San Benedetto – Montalto – Ripatransone e indirizzate a: docenti, famiglie, educatori, volontari, bambini, adolescenti. Tra queste ricordiamo la formazione in aula, i laboratori, i tirocini, i tavoli di dialogo tra adulti e ragazzi, i convegni e gli eventi di sensibilizzazione, che hanno toccato, a seconda del contesto, argomenti di carattere clinico, educativo-didattico e affettivo-relazionale.

L’iniziativa più innovativa, denominata “La classe dei perché”, ha riguardato i bambini dell’Istituto Comprensivo “Giacomo Leopardi”. I piccoli alunni di una classe della scuola primaria per i primi due anni sono andati a scuola senza zaino, senza grembiule e senza libri, in uno spazio-ambiente con tavoli da 8 bambini al posto della tradizionale disposizione frontale. L’interazione insegnante-allievi è avvenuta spesso in modalità uno a pochi anziché uno a molti e la classe, fungendo da laboratorio, ha permesso un continuo scambio dialogico tra bambini e un apprendimento basato sul fare e sulle esperienze. Gli stessi insegnanti coinvolti hanno dovuto ribaltare il loro modo di “fare scuola”, rifuggendo la tentazione di indossare un abito da riciclare e spolverare ogni anno, per viaggiare invece su sentieri, di certo più scoscesi e ciottolosi, che conducono a saperi euristici, ovvero problematici, costruttivi, creativi.

“Infine, e non in ordine di importanza, vale senz’altro la pena di citare le iniziative rivolte ai veri protagonisti di questo progetto, ossia gli adolescenti. Ci riferiamo ai “Laboratori dei Talenti”, rivolto ai ragazzi degli oratori diocesani e agli alunni di diverse scuole, che, guidati da diversi professionisti, si sono cimentati nella realizzazione di sceneggiature, cortometraggi, laboratori plurisensoriali, educazione razionale-emotiva, scrittura creativa. I risultati sono stati sorprendenti in quanto alcuni dei ragazzi hanno mostrato una predisposizione naturale che loro stessi non sospettavano di possedere, inoltre l’iniziativa ha consentito di dare libero spazio alla loro creatività, ai loro sogni, alle loro aspirazioni, il tutto senza le costrizioni a cui sovente sono sottoposti nei tradizionali contesti educativi – affermano gli organizzatori – Ringraziando tutte le persone coinvolte, tra cui il Vescovo della Diocesi, Mons. Carlo Bresciani, i professionisti Dott. Pincherle, Dott. Liberati, Dott.ssa Marini, Dott. Della Sciucca, Dott.ssa Luzi, Dott. Basile, Il Preside Prof. Piergallini, la Dottoressa Verdecchia, che ha scritto e curato il progetto, l’Università degli Studi di Urbino, Sanidoc, la fondazione Carisap e tanti altri, si auspica a gran richiesta che il progetto possa avere un seguito e dare continuità a quanto finora realizzato”.

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