Foto di Alessandro Foschi

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nella serata del 12 luglio è andato in scena il terzo appuntamento del premio Libero Bizzarri alla Palazzina Azzurra di San Benedetto del Tronto. Anche in quest’occasione è stata registrata una buonissima affluenza di pubblico.

Il tema della serata, condotta dal giornalista sambenedettese di Sky Sport Maurizio Compagnoni, era “Fare Squadra”: ampio dibattito con alcuni tra gli allenatori più noti d’Italia. Nonostante le assenze dell’ultimo minuto di Colantuono, Iachini, Novellino, Zaccheroni e Moriero, l’evento è stato molto gradevole grazie alla presenza del “fresco” capo degli arbitri di serie B, l’ascolano Emidio Morganti, il mister dell’Italia Under 21 Luigi Di Biagio e l’ex mister di Carpi e Ascoli, l’energico Fabrizio Castori.

L’ex calciatore di Inter, Roma, Lazio, Foggia e Ascoli ha affermato che Zeman è stato un grande maestro e ha commentato gli ultimi Europei svolti a giugno con gli azzurrini (sconfitta in semifinale contro la Spagna): “Ho un gruppo di giocatori bravissimi e molto famosi per la loro età. Molti di loro sono finiti nell’intricato vortice del calciomercato e forse c’è anche troppa attenzione per loro. Donnarumma? E’ un giocatore dalle grandi doti, all’Europeo è stato criticato anche se, in parte, probabilmente se l’è cercata. Comunque ho la fortuna di allenare un gruppo davvero forte, dal futuro roseo. Se devo fare un nome, il giocatore più talentuoso che fino adesso ho allenato è Berardi”. Nessun dubbio anche sul calciatore più forte visto in azione: “Sicuramente Ronaldo, quello brasiliano, il fenomeno vero. Ho avuto la fortuna di giocarci insieme. Era impressionante”. Di Biagio ha ricordato anche i suoi trascorsi da calciatore ricordando il rigore sbagliato ai Mondiali del 1998 e un divertente dialogo avuto con Francesco Totti due anni dopo ai calci di rigore contro l’Olanda all’Europeo.

Fabrizio Castori, originario di San Severino Marche, ha prima elogiato la sua ultima società (il Carpi) e poi ha ricordato le sue nove promozioni ottenute in carriera, dalla Terza Categoria alla Serie B: “A dire la verità mi manca solo di vincere la Seconda Categoria e la Serie A, naturalmente…” ha affermato l’allenatore che ha anche parlato dei metodi di allenamento del passato e del futuro. “Tutto si evolve, anche il modo di allenarsi. Ora uso i droni pure io per studiare gli schemi. Il dialogo con i giovani di oggi è difficile, non tutti hanno voglia di ascoltare e sono sommersi dai Social Network. Ti devi riadattare e mi sono adeguato ma preferisco far capire di persona il sacrificio che qualsiasi giocatore deve compiere per la squadra e per raggiungere buonissimi livelli”.

Emidio Morganti ha raccontato i suoi trascorsi da arbitro in serie A: “Non è facile essere continuamente giudicato ma anche in questo caso il lavoro duro paga sempre. Ero un difensore centrale scarso, ho giocato con le giovanili dell’Ascoli ma poi ho capito quale strada dovevo intraprendere. Sono onorato, attualmente, di essere il nuovo capo degli arbitri di serie B e svolgerò il mio ruolo con professionalità e imparzialità come ho fatto in campo”.

E’ intervenuto anche il sindaco Pasqualino Piunti che ha ringraziato i presenti e fatto le congratulazioni agli organizzatori del Premio Libero Bizzarri. La rassegna è a metà percorso e sta riscuotendo un buon successo. In platea presente anche l’Happy Car Samb, squadra sambenedettese di Beach Soccer e fresca vincitrice della Coppa Italia 2017. Nel corso della serata è intervenuto anche il mister Oliviero Di Lorenzo. Sono accorsi all’evento anche vecchie glorie rossoblu e il presidente dell’ultima serie B, Ferruccio Zoboletti.

Con gli ospiti, Maurizio Compagnoni ha parlato anche della ‘sofferenza’ che molte squadre vivono in chiave economica in serie B, C e nelle categorie inferiori. E’ stato lanciato anche un monito ai genitori dei ‘piccoli calciatori’, spesso esagitati nel voler vedere a tutti i costi il proprio figlio sfondare nel mondo del calcio: “Lasciateli divertire – hanno detto in coro gli ospiti – e non spendete troppi soldi per ‘false speranze’. I giovani hanno diritto al divertimento e allo svago. Se non sono bravi, pazienza, avranno sicuro talento in altro ambito”. L’ex arbitro Morganti ha chiuso con una battuta: “Al massimo possono provare a diventare arbitri come ho fatto io…”.

La serata è proseguita con la proiezione del documentario di Paolo Geremei‘Zero a zero’, realizzato nel 2012. Parla di calciatori che non ce l’hanno fatta. Daniele, Marco e Andrea, tutti nati nel ’77, hanno militato nelle giovanili della Roma, giocavano con Totti e Buffon, giravano il mondo con le nazionali ‘under’, ma poi la vita li ha messi di fronte a scelte tali, per cui la loro carriera calcistica si è interrotta, o non è mai iniziata davvero. Molto emozionanti le testimonianze dei tre ‘mancati’ calciatori che hanno solamente assaggiato la gloria ma mai ottenuta a causa di un infortunio, per inesperienza o ingenuità.

Mister Di Biagio ha aggiunto: “E’ quello che dico sempre ai miei ragazzi, godetevi questo momento e date sempre il massimo perché nel corso di una carriera calcistica tutto può succedere sia positivamente sia negativamente”.

 

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