GROTTAMMARE – E’ morto a Roma l’attore Paolo Villaggio. Aveva 84 anni. Era ricoverato da giorni in una clinica privata della Capitale.

“Ciao papà, ora sei di nuovo libero di volare”: con un post su facebook, poche parole ed un cuoricino, Elisabetta Villaggio saluta il padre. Il 2 luglio era stata a San Benedetto all’evento “La Mustang Rossa” che si è tenuto al Kontiki.

L’attore ligure era celebre per i suoi film (specialmente nelle figure di Fantozzi e Fracchia) e per i suoi personaggi che apparivano in vari programmi di varietà in televisione oltre che al cinema. Era pure uno scrittore, sceneggiatore e doppiatore italiano. Lavorò alla radio. Recitò in parti drammatiche dimostrando di essere un artista completo. Inoltre fu giornalista e si candidò in politica nel 1987 e nel 1994, prima con Rifondazione Comunista e poi con la lista di Marco Pannella. Nel 2013 affermò di essere un simpatizzante del Movimento 5 Stelle. L’attore genevose ha sempre dichiarato di essere “ateo da sempre”. Nella sua lunga carriera ha fatto incetta di vari premi cinematografici ed ebbe un’onorificenza nel 1995 dalla presidenza del Consiglio dei Ministri.

Ritirò nel 2011 a Grottammare l’Arancia d’Oro al festival “Cabaret Amore Mio!”.

Riviera Oggi, in quell’occasione, raccontava così la performance dell’artista genovese: “Ha sorpreso la disponibilità di ‘Fantozzi’ che molti descrivevano come un tipo strano, scorbutico e poco sensibile. Il ruolo di scorbutico lo ha soltanto recitato in modo geniale allietando la platea con battute ad effetto da vero maestro dello spettacolo. Alcuni suoi racconti veri o creati, invece hanno mostrato una grande sensibilità che pochi si aspettavano. Veramente bravo e meritevole della eccezionale carriera che ha alle spalle. Una chiara descrizione del personaggio si è avuta con una lettera, che ha reso pubblica, inviatagli, in occasione di un suo compleanno, da quel mattatore di teatro e cinema che è stato l’indimenticabile Vittorio Gassman. Insomma uno spettacolo nello spettacolo che tutti meriterebbero di vedere almeno una volta”.

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