ANCONA – Il Consiglio regionale ha approvato la legge, su iniziativa della Giunta regionale per nuove disposizioni urgenti sui molluschi bivalvi. Prende avvio uno studio, che utilizzerà il dispositivo GPS, finalizzato ad un definito assetto del settore e riduzione del numero delle vongolare attive, i punti caratterizzanti per l’avvio di un percorso che dia stabilità definitiva alla pesca delle vongole.

“Abbiamo dato una risposta a un annoso problema molto complesso e delicato – ha detto l’assessore Angelo Sciapichetti – che nasce dalle troppe licenze date non da noi, non dalla Regione. Questo comporta che oltre un terzo delle vongolare italiane pesca nelle Marche. Questo provvedimento è una risposta politica in termini seri su un problema che da anni non vede soluzioni. Abbiamo sperimentato tutte le soluzioni possibili assieme agli operatori del settore, che sono purtroppo molto divisi tra compartimenti diversi. Data la situazione attuale la legge che approviamo pone le condizioni per una definitiva programmazione dell’attività e della risorsa biologica. Per farlo abbiamo bisogno di dati certi, oggettivi, inconfutabili. Lo studio serve a questo. Nel frattempo abbiamo organizzato un meccanismo finanziario che permette la riduzione delle vongolare”.

Lo Studio di settore. Entro 90 giorni dall’approvazione della legge, lo studio scientifico verrà attivato. Data la complessità della tematica, che coinvolge fauna ittica, ecosistema marino e attività produttive, il monitoraggio non potrà durare meno di quattro anni. L’approfondimento sarà finanziato da Regione e Ministero. Da luglio la tracciabilità mediante GPS del percorso delle vongolare, fornirà inoltre dati importanti ad integrazione dello studio, per poi dare un assetto definito al settore mediante approfondita conoscenza delle caratteristiche delle attività di pesca, oltre che della realtà ambientale. L’Assemblea ha approvato anche un ordine del giorno del presidente della Commissione competente Gino Traversini, che prevede una verifica dopo i primi 12 mesi di monitoraggio. Riduzione del numero delle vongolare. Il lavoro svolto dalla Giunta regionale con la Commissione assembleare competente, i presidenti e i rappresentanti dei Consorzi di gestione e con i rappresentanti delle associazioni di categoria del settore della pesca, ha accertato la disponibilità di istituti operanti nel settore della garanzia dei fidi per agevolare mutui dedicati alle ditte intenzionate alla dismissione dell’attività di pesca delle vongole. Il fondo dovrebbe consentire il ritiro di una decine di vongolare.

La nuova legge prevede anche, sentito il Ministero, le autorità marittime e la Consulta della pesca, la possibilità per le imbarcazioni del Cogevo di Ancona di attraccare al Porto di Civitanova Marche poiché, grazie al GPS è possibile controllare la velocità delle barche distinguendo i tratti di mare dove vengono effettuati gli spostamenti dai tratti in cui si pesca. La Regione Marche sostiene a livello nazionale il maggior sforzo di pesca delle vongole. Nelle Marche operano infatti 221 imbarcazioni, che rappresentano più di un terzo del totale nazionale in questo comparto. Questo è un elemento di criticità, soprattutto al fine di stabilire in modo coerente la programmazione e la gestione delle attività di competenza della Regione. Dal 2009 le imbarcazioni marchigiane operano in base a un assetto definito dal regolamento regionale 6/2009, prorogato fino al 30 giugno 2017.

Contestualmente la Giunta regionale e la Commissione consiliare competente, hanno portato avanti un percorso con i rappresentanti dei Consorzi di gestione e tutela dei molluschi bivalvi operanti nella Regione finalizzato a superare definitivamente la difficile situazione connessa con l’eccessivo numero di imbarcazioni della flotta

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