PESCARA – Nella mattinata del 22 giugno, durante una conferenza stampa svoltasi a Pescara, sono state diramate altri dettagli sul fermo della 35enne sambenedettese coinvolta e indagata in un giro di prostituzione stroncato a maggio dalla Squadra Mobile pescarese, teramana e di Lucca. La ragazza, I. M., è affetta da HIV ed epatite “C” e residente in Abruzzo da tempo.

La donna si trovava già in carcere in quanto l’8 maggio è stata arrestata per un furto in un negozio gestito da cinesi. Aveva sputato in faccia al commesso minacciandolo d’infettarlo. Quindi la notifica di arresto, inerente al racket della prostituzione e all’accusa di tentate lesioni gravissime, è avvenuta direttamente in carcere.

L’inchiesta sulla donna era partita da ottobre 2016 quando, dopo un furto in ospedale, un poliziotto che stava perquisendo la sambenedettese si punse accidentalmente con una siringa presente all’interno della borsa. L’ago aveva bucato il guanto del poliziotto procurandogli una piccola ferita. I sanitari, però, avevano avvisato subito l’agente della sieropositività della donna. La profilassi, effettuata sull’uomo, diede per fortuna esito negativo.

Gli inquirenti invitano coloro che hanno avuto rapporti con la donna di presentarsi alla Questura di Pescara per accertamenti anche sanitari.

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