SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Soltanto otto ballottaggi guadagnati su 140 comuni in cui era presente il simbolo e percentuali che si sono attestate sotto il 20% un po’ in tutto lo stivale. La settimana che segue le elezioni amministrative è la settimana in cui il Movimento 5 Stelle raccoglie metaforicamente i cocci di quello che tutti hanno disegnato come un “flop” elettorale, nonostante il lider maximo Beppe Grillo abbia voluto rassicurare tutti dopo il week-end alle urne, parlando di “crescita lenta ma inesorabile” del Movimento e relegando sostanzialmente a semplice calo fisiologico quello che si è registrato nel fine settimana di consultazioni.

In molti in questi giorni, anche all’interno dei pentastellati, si stanno prodigando in analisi del voto anche se, probabilmente, una terapia di gruppo milanese dei vertici nazionali di partito non si farà. A livello locale però i malumori, si sa, sono meno controllabili e in molti hanno messo in discussione in questi giorni quelli che fino a ieri erano dogmi imprescindibili del Movimento. Come quello del doppio mandato (nessun pentastellato può ricoprire una carica pubblica per più di due mandati). E una delle voci fuori dal coro è arrivata da Bologna, dove il Consigliere Comunale Massimo Bugani ha descritto la regola come “un freno”. Spesso infatti, si sono lamentati molti fra i  pentastellati, chi ha appena terminato un mandato da amministratore non si ricandida a livello locale e si gioca la sua seconda chance alle nazionali.

Sulla vicenda amministrative una voce arriva anche dal mondo a 5 stelle sambenedettese. Di stamattina infatti un lungo sfogo su Facebook del Consigliere Regionale “grillino” Peppe Giorgini che ha parlato di un M5S che “è diventato un ufficio di collocamento” dove i candidati (“che compaiono solo nella speranza di accaparrarsi una poltrona” dice) o alcuni di essi per Giorgini “non hanno alcun tipo di impegno civico né talento”.

Giorgini, uno degli attivisti di più lunga data del Movimento dalle nostre parti, non si nasconde, ammette la sconfitta (pur puntualizzando: “sembra che abbiamo perso solo noi ma anche il Pd ha perso il 6%”) e prova a dare qualche ricetta per il futuro. “Dobbiamo migliorare e lo dico da un paio d’anni, il perfezionamento che dovevamo fare non è ancora avvenuto” chiosa il Consigliere che si auspica che questa sconfitta “possa riportare le persone coi piedi per terra” prima di muovere verso la “cura” definitiva per i mali che le urne hanno messo in luce. “Serve una più rigida selezione dei candidati, basata su un provato impegno civico” scrive Giorgini sui social “e basato su un’effettiva presenza sui territori , su una provata professionalità e competenza fatta anche di denunce, esposti, interrogazioni, mozioni e presidi sul territorio.”

 

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