MARTINSICURO – Si è tenuto nella serata di lunedì 5 maggio il classico confronto tra i quattro candidati sindaci che si apprestano ad affrontare le elezioni amministrative del prossimo 11 giugno.

Davanti a un discreto pubblico, accorso al Bar Canarino della frazione di Villa Rosa, Elisa Foglia (Pd e #Sicambia), Massimo Vagnoni (Progetto Comune, MartinRosa, Appartenenza Comune, Abruzzo Civico, Progetto Futuro), Paolo Camaioni (Paolo Camaioni Sindaco, Città Attiva) e Marco Massetti (Movimento 5 Stelle) hanno risposto a turno alle domande del moderatore cercando di rimanere nei 3 minuti imposti.

Chi si aspettava frecciatine o risposte piccate, è rimasto deluso.

I 4 candidati sono rimasti noiosamente dentro le righe – troppo – limitandosi a ripetere i punti dei propri programmi elettorali (bellissimi su carta) intorno ai quali ruotavano quasi tutte le domande. Insomma, chi era tra il pubblico si deve essere sentito un po’ come quei nonni che, durante la cena della Vigilia di Natale, guardano i propri nipoti recitare la canonica poesia e poi applaudono.

Ah sì, anche gli applausi erano regolamentati: rimbalzavano da una parte all’altra della platea, a seconda di dove erano posizionati i rispettivi candidati consiglieri.

Tutto compassato, dicevamo, tutto dentro le regole del politicamente corretto, insomma, tutto quello che si poteva mettere in campo per allontanare, se mai ce ne fosse ancora bisogno, i cittadini dalla politica, è stato messo.

Dal confronto, non sono emersi passione, fervore, emozione e nemmeno quel pizzico di follia che ci porta quantomeno a sognare. L’incipit di quasi tutti gli interventi è stato: “Sappiamo che non si può fare, ma cercheremo di…” oppure “Proveremo a…” tutto è apparso standardizzato, asettico, in poche parole, distante dal pubblico, dal cittadino. E, cosa ancora più grave, tutto sembra normale.

Ormai, nell’era dei social, il comizio – versione 2.0 – si fa a suon di post e commenti nei gruppi cittadini, dietro una tastiera e senza guardarsi in faccia. A questo punto,  altro non ci resta che provare nostalgia per quei tempi, per quei comizi fatti di persone, di sogni, di impeto, di strilli vibranti che riecheggiavano con veemenza nelle piazze affollate, in poche parole, di vita. Una deriva politica che stiamo vivendo, a tutti i livelli, causata non solo da chi ci governa, ma soprattutto da noi stessi.

Stima profonda per chi si sta mettendo in gioco, ma serve un cambio culturale importante da parte di tutti noi.

 

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