SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il Comune di San Benedetto è capofila di un progetto per la gestione dei servizi di sollievo della provincia di Ascoli Piceno. Infatti, l’Ambito territoriale sociale n. 21 (San Benedetto capofila) ha presentato alla Regione, proprio a nome di tutti i comuni della Provincia, un progetto per la salute mentale che ha un valore di circa 350mila euro. Il progetto prevede il finanziamento regionale per tutta una serie di attività sui territori finalizzate a favorire il reinserimento sociale delle persone con disagio mentale.

E’ dal 2001 la Regione e Comuni organizzati in ambiti territoriali offrono i “servizi di sollievo”rivolti a persone con problemi di salute mentale e alle loro famiglie. Superata la fase di sperimentazione e visti i benefici prodotti agli utenti e alle loro famiglie, il servizio è proseguito sino ad oggi con risultati indubbiamente interessanti.

In tale ottica, il comune di San Benedetto del Tronto è coordinatore dell’attuazione di protocollo di intesa tra i comuni degli Ambiti Sociale 21, 22 e 23, cioè quelli che fanno riferimento a San Benedetto, Ascoli e Unione dei Comuni della Vallata del Tronto, l’Area Vasta n. 5 dell’ASUR, le associazioni Psiche 2000, Antropos, Insieme con voi e la Cooperativa Sociale Primavera. Tra le attività proposte vanno ricordati l’ascolto delle famiglie coinvolte, i servizi domiciliari di sollievo e promozione dell’autonomia della persona e della famiglia, interventi integrativi di promozione, accompagnamento e tutoraggio degli inserimenti lavorativi, promozione dell’auto-mutuo aiuto, punti di aggregazione e socializzazione per l’accoglienza diurna, attività di integrazione sociale come ad esempio corsi di computer, attività di laboratorio, attività culturali, attività ludiche, attività sportive, soggiorni, ecc. Sono circa 200 le persone che nel 2016 hanno beneficiato del counseling telefonico, oltre 60 sono le persone che frequentano regolarmente le attività e circa 10 le famiglie che frequentano i gruppi di auto mutuo aiuto.

“In questa logica – spiega l’assessore alle politiche sociali Emanuela Carboni – i servizi di sollievo hanno consentito di spostare l’asse dell’intervento dalla componente sanitaria a quella di un intervento capace di mobilitare risorse pubbliche, private, del terzo settore, del volontariato verso una reale integrazione delle politiche sanitarie con quelle sociali”.

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