SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La guerra di Gabrielli sembrerebbe iniziata. Anche se lui la vede in maniera un po’ diversa. Il consigliere di Forza Italia, dopo un Consiglio Comunale, l’ennesimo verrebbe da dire, di passione in cui non ha risparmiato critiche e voti controcorrente se non contro l’Amministrazione comincia ad affilare le lame. Non solo le parole. E in questo caso la “lama” è un’interrogazione, indirizzata al Sindaco Piunti e al neo presidente del Consiglio Chiarini con oggetto la riorganizzazione degli uffici comunali.

INIZIA LA GUERRA? “La mia non è una battaglia, ho sempre fatto politica nella mia vita e continuerò a farla. Con critiche se necessario ma anche con proposte” si giustifica Gabrielli, che, però, torna a definirsi “né consigliere di maggioranza, né di minoranza ma consigliere di Forza Italia”. Era abbastanza ovvio che le vicende personali e la spaccatura, sempre più nitida, nel gruppo di Forza Italia avrebbero prodotto i primi frutti. E il primo che il Gabrielli consigliere “libero” (si fa per dire) coglie è abbastanza succoso. L’azzurro ha infatti protocollato in queste ore un’interrogazione a risposta scritta e l’ha recapitata a Sindaco e presidente del Consiglio, quel Giovanni Chiarini che ne ha preso il posto da un paio di giorni. Oggetto? La riorganizzazione degli uffici, “una riorganizzazione che il Sindaco ha impiegato 6 o 7 mesi a fare e che ha rallentato la macchina amministrativa” chiosa senza mezzi termini il forzista che, però, taglia abbastanza corto sulla retorica politica per arrivare ai meandri tecnici su cui si basa i suoi quesiti.

L’INTERROGAZIONE DI GABRIELLI. Gabrielli infatti muove le sue “domande” dai chiari contenuti del regolamento comunale “degli uffici e dei servizi” e in particolare sull’articolo 7 che prevede che siano i dirigenti ad “assegnare il personale del settore ai servizi” (così recita il comma “f”). L’ex presidente del Consiglio ritiene che sia stato disatteso il regolamento visto che “dai verbali della conferenza di direzione del 31 gennaio scorso appare incontrovertibile che il Sindaco si sia sostituito ai dirigenti indicando, servizio per servizio, i nomi dei responsabili”. Gabrielli poi stigmatizza anche l’avvio di procedimenti disciplinari da parte di Piunti nei confronti dei dirigenti che non hanno ancora “traslocato” evidenziando “assenza di coinvolgimento” e “finalità punitive” di un clima che per il consigliere potrebbe creare “ulteriore disagio” se non “danni erariali” veri e propri per l’Ente.

UN PROBLEMA POLITICO. Insomma non sarà una dichiarazione di guerra vera e propria ma sicuramente c’è una “bomba” che in maggioranza rischia di scoppiare. E la “miccia” di natura politica non può negarla neanche lo stesso Bruno Gabrielli. “Il partito di Forza Italia è stato mortificato in questi mesi” dice senza mezzi termini l’azzurro che ricorda come “Piunti e Mariadele Girolami non hanno votato Valerio Pignotti in Provincia e il Sindaco ha anche votato a favore della mia sfiducia” e rivela anche che lui e Pignotti hanno votato Gianni Balloni sabato mattina. Insomma le parole dell’ex presidente del Consiglio, tornato a fare il semplice consigliere (“obtorto collo” ci aggiunge lui) sono le parole di chi ormai non può più negare uno “scisma” più che evidente nel suo partito. Anche se, fra le due “chiese” azzurre, si fa fatica a capire quale sia depositaria della vera “ortodossia”. Complice una carenza strutturale dei “berlusconiani” divisi fra la “Roma” di “Papa Pasqualino I” e la “Costantinopoli” del “vescovo Gabrielli”.

QUALE FUTURO PER IL GRUPPO DI FORZA ITALIA? “Manca un coordinamento provinciale e il coordinamento di San Benedetto c’è solo sulla carta visto che è dormiente da mesi” chiosa il politico. In questa situazione è dunque inevitabile che le uniche direttive arrivino da Ceroni, magari con l’aiuto del più “vicino” Piero Celani (è successo con la richiesta di un assessorato avanzata da Pignotti col benestare dei sopracitati). Ma il gruppo consiliare? Come si è potuto constatare anche nell’ultimo Consiglio, Forza Italia non verrebbe “dipinta” come gruppo neppure dal più visionario dei pittori surrealisti. E allora? E’ possibile una soluzione o gli azzurri saranno costretti a proseguire il mandato consiliare con una spaccatura a tempo indeterminato?

 

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