SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Domani il Consiglio Comunale voterà il nuovo regolamento per l’utilizzo della Palazzina Azzurra. E l’argomento è più che discusso. Da una parte, un ramo d’opposizione contesta le modalità con cui si è pervenuti al passaggio in assise del documento (Flavia Mandrelli ha infatti più volte puntato il dito sulla convocazione della commissione Cultura del 19 maggio, ripetuta poi ieri a 48 ore dal Consiglio) mentre c’è una divisione piuttosto netta sulle conseguenze che ricadranno su uno dei luoghi simbolo di San Benedetto.

Il regolamento sostanzialmente punta ad “aprire” la Palazzina anche ai privati e la commissione di ieri ha portato alla luce come molti “nuovi” eventi potrebbero essere ospitati in loco, dagli eventi enogastronomici, passando per i ricevimenti di nozze e arrivando anche a eventi di rappresentanza o promozione da parte di aziende per esempio. In ogni caso, l’assessore alla Cultura Annalisa Ruggieri proprio ieri ci teneva a ribadire come “la Palazzina Azzurra non sarà data in gestione” e che “non diventerà un carnaio, puntiamo sempre a elevare il livello di eventi che lì verranno ospitati”.

Non tutti però sono d’accordo sui risvolti che le nuove regole mettono sul piatto. “Siamo  perplessi su diversi punti del regolamento” precisa Flavia Mandrelli (Articolo Uno) “Innanzitutto perché non sono specificate le tariffe per ottenere in concessione la Palazzina, mancano ad esempio delle tabelle. E poi perché non è specificato con precisione quali tipi di eventi e quali soggetti potranno essere ospitati”.

Un altro aspetto che va poco giù ad Articolo Uno è il ruolo  più limitato che andrebbe a recitare il Comitato Arti Visive che fino ad oggi, in caso di evento da tenere in Palazzina per più di 15 giorni, poteva dare un parere vincolante. Mentre col nuovo regolamento l’organo assume un ruolo meramente consultivo, con Flavia Mandrelli che arriva a dire: “In questo modo andiamo a chiudere un luogo simbolo della città, col nuovo regolamento la Palazzina diventa di proprietà della Giunta perché decideranno solo loro a chi darla in concessione”.

Qualcuno, poi, pensa che le nuove regole servano soltanto a fare cassa. E’ il caso dell’ex assessore “gaspariano” Luca Spadoni, anche lui passato ad Articolo Uno da qualche mese. “Con questo regolamento si va a “chiudere” la Palazzina perché sembrerebbero esserci solo due alternative: o si paga per ottenerla in concessione o si fanno pagare i biglietti per entrare. La cosa più grave è che con queste regole sii faranno pagare anche gli espositori di opere d’arte per esempio”.

 

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