SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Tappa in Riviera per “Spiagge e fondali Puliti – Clean up the Med”, la storica campagna di volontariato ambientale dedicata alla pulizia degli arenili e dei fondali, organizzata da Legambiente in tutta Italia e nel Mediterraneo in collaborazione con Cial, La Filappa, Mareblu, Novamont, Sammontana e Virosac.

Dopo Senigallia, “Spiagge e Fondali Puliti” toccherà il 26 maggio anche la “spiaggiola” di Numana e la spiaggia Foce Tenna sul Lungomare Sud Faleriense di Porto Sant’Elpidio.

Il 27 maggio la spiaggia Sottomonte di Gabicce Mare e la Riserva Naturale Regionale della Sentina e il 28 maggio la spiaggia Floristica “Oasi tre case” a Civitanova.

Oltre ad essere stato il punto di partenza della grande azione di volontariato ambientale che si svolgerà lungo tutto il litorale marchigiano, la giornata di pulizia rappresenta l’occasione per ribadire l’importanza delle politiche di prevenzione e sensibilizzazione per la riduzione degli impatti ambientali ed economici del marine litter, che causa in primis ingenti danni all’ecosistema e alla biodiversità e costa all’Ue ben 476,8 milioni di euro l’anno.

Nelle scorse settimane, infatti, nel corso dell’indagine “Beach litter” realizzata e curata per il quarto anno da Legambiente, le spiagge di Marzocca di Senigallia, Marina di Montemarciano, Torrette di Ancona, Porto Sant’Elpidio Faleriense, Lido San Tommaso di Fermo, la spiaggia della Riserva della Sentina di San Benedetto del Tronto e quella di Civitanova per un totale di oltre 30kmq, sono state monitorate dai volontari di Legambiente.

Un totale di oltre 30 kmq dove, al posto delle conchiglie, i volontari di Legambiente hanno trovato oltre 2300 rifiuti spiaggiati di vario genere. Anche quest’anno regina indiscussa rimane la plastica: l’83% degli oggetti trovati è infatti di plastica, seguita a pari merito da vetro/ceramica (4%), metallo (4%), rifiuti di carta (4%), e da tessili (2%), gomma (2%) e legno (1,5%).

A guidare la top ten dei rifiuti spiaggiati più trovati sono piccoli pezzi di plastica fino a 2,5 cm che costituiscono il 21,4% dei rifiuti trovati. Secondo posto per tappi e coperchi, un mix di plastica e metallo per il 12,3%. Medaglia di bronzo per reti o sacchi per mitili o ostriche (7,6%). Infine, bottiglie o contenitori di plastica per bevande (5,5%) e mozziconi di sigarette (5,4%).

Tutti rifiuti che fanno male all’ambiente, alla fauna, all’economia e al turismo.

Tartarughe, mammiferi e uccelli marini, infatti, possono morire per soffocamento dovuto all’ingestione accidentale di rifiuti (in particolare buste di plastica) scambiati per cibo oppure possono restare intrappolati nelle reti da pesca e negli attrezzi di cattura professionale.

I rifiuti in plastica, in particolare, sono stati associati all’88% delle ingestioni o degli intrappolamenti: mentre carta, vetro e metallo lo sono per meno del 2%.

Molte delle specie che incorrono nei danni causati dai rifiuti marini, sono protette, il 15% è sulla Lista Rossa delle Specie Minacciate dell’IUCN, l’Unione Mondiale per la Conservazione della Natura. Ci sono poi le microplastiche che rappresentano un pericolo di contaminazione della catena alimentare, essendo questi piccoli frammenti di plastica ingeriti dai pesci che poi possono finire sulle nostre tavole.

“I rifiuti in mare e sulle spiagge rappresentano un problema per il nostro ecosistema, per la pesca, il turismo e quindi in generale per la nostra economia – dichiara Francesca Pulcini, presidente di Legambiente Marche – Con i nostri volontari in questa giornata e il prossimo weekend di Spiagge e Fondali Puliti vogliamo ribadire quanto sia importante affrontare il problema dei rifiuti abbandonati e puntare l’attenzione sul confezionamento dei prodotti e sul packaging che permetterebbero di ridurre di quasi il 20% il marine litter. Il nostro mare e le coste sono una ricchezza preziosa che dobbiamo assolutamente tutelare”.

Tutte le iniziative di Spiagge e Fondali Puliti su:  https://www.legambiente.it/contenuti/campagne/spiagge-e-fondali-puliti-2017

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