A cura del Consiglio Provinciale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Ascoli Piceno

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – In fase di studio le nuove regole per i voucher (o buoni lavoro) con limiti per datori e lavoratori. Il governo sta studiando un contratto telematico semplificato con possibilità di utilizzo solo per le imprese più piccole (fino a 5 lavoratori e con esclusione dell’edilizia) e con due tetti massimi (5.000 e 7.500€ per lavoratori cd. marginali). E’ previsto un tetto massimo (2.500€) anche per i lavoratori.

Ricordiamo che pensionati, lavoratori dipendenti e disoccupati sono stati i principali utilizzatori dei voucher negli anni. È quanto emerge, fra le altre cose, da una recente indagine di Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro sui dati Inps. Questi soggetti, infatti, oggi a causa dell’abolizione totale dei voucher, non possono ancora essere occupati “occasionalmente” tramite uno strumento normativo con le caratteristiche simili al buono lavoro: il loro status principale risulta incompatibile o non conveniente rispetto ad un rapporto dipendente tradizionale.

Attualmente per le imprese non si registrano valide alternative che possano rispondere appieno alle esigenze di una prestazione di lavoro di natura occasionale. Non è del tutto adatto il contratto a tempo determinato, che prefigura una durata e quindi una programmazione, oltre ai divieti connessi al cosiddetto “stop & go”, che impone un intervallo di tempo minimo tra un contratto e l’altro. Non lo è il contratto di somministrazione, per motivi simili e per il costo orario della prestazione, che supera anche del 50% quello del lavoratore a voucher.

Il lavoro a chiamata appare come quello più simile alle esigenze cui rispondeva l’utilizzo dei voucher, infatti, consente di regolare prestazioni di lavoro discontinue. Ma è sempre un rapporto di lavoro subordinato a tutti gli effetti e prevede limiti d’accesso, adempimenti, formalità e costi più alti dei voucher.

L’abolizione dei voucher comporta un vuoto normativo ancor più significativo per le famiglie, evidentemente meno attrezzate per provvedere alla formalizzazione di un rapporto di lavoro. I voucher erano un utile strumento di flessibilità e semplicità per richiedere prestazioni lavorative tipiche delle esigenze familiari: collaborazioni domestiche per le pulizia, piccoli lavori di manutenzione, artigianali e altro.

Dunque si attende uno strumento normativo anche per dare regolarità ai tanti rapporti che si avviano in ambito familiare. Infatti, i soggetti maggiormente utilizzati in ambito familiare si troveranno ora a fare i conti con un’assoluta mancanza di regolamentazione.

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