SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Riportiamo e pubblichiamo un comunicato, giunto in redazione dell’Ic Centro di San Benedetto.

L’esperienza dell’Acs è stata molto impegnativa, ma anche formativa, stimolante e divertente. Il progetto educativo “Crescere nella cooperazione” è promosso dalla Federazione Marchigiana Banche di Credito Cooperativo delle Marche, patrocinato della regione Marche e dell’Università degli studi Carlo Bo di Urbino. L’Ic Centro oramai da anni partecipa a questo progetto, ottenendo sempre risultati lusinghieri. In questo anno scolastico hanno aderito la classe IV A della scuola Piacentini e la classe terza del plesso Marchegiani.

Per quanto riguarda l’esperienza della IV A  molteplici sono stati i momenti di socializzazione, che hanno fatto vivere la scuola con leggerezza, con il sorriso. I ragazzi hanno imparato divertendosi. All’inizio dell’anno scolastico ho presentato agli alunni un pentolone dal quale ho fatto uscire molti oggetti: una piantina finta di basilico; il libro di Pinocchio; la cartina geografica dell’Italia, alcuni grafici; una carta  storico-geografica sulla civiltà dei fiumi; una foto di Roma con l’obelisco di piazza del Popolo; un metro, alcuni numeri; una scheda scientifica sulle piante…  ho posto varie domande:

.  Cosa  ne pensate?

.  Perché tutti questi oggetti?

.  Cosa hanno in comune?

Varie sono state le ipotesi, poi pian piano hanno preso forma i vari argomenti legati alle singole discipline, che successivamente abbiamo messo in relazione sia con una mappa concettuale sia con una mappa mentale di sintesi  su un cartellone posto sulla parete dell’aula. Il cartellone ha accompagnato l’intero anno scolastico, era il nostro progetto di classe: “Cosa bolle in Pentola?” Quindi fin dal primissimo giorno di scuola ho condiviso con i miei alunni il progetto Crescere nella Cooperazione, inserito in quello più ampio multidisciplinare. Loro hanno avuto sempre la consapevolezza di cosa dovevamo fare, quali sarebbero stati gli argomenti e soprattutto i collegamenti tra loro. Il punto focale sarebbe stata la costituzione dell’Acs che conoscevano già, avendo collaborato due anni prima con l’Acs costituita in un’altra mia classe. L’orto è stato lo spunto per tutte le attività svolte nel corso dell’anno-      

Educazione alimentare: il consumo delle verdure in una alimentazione corretta e varia.

Storia e geografia: la relazione tra la scoperta dell’agricoltura  e lo sviluppo delle Civiltà e la relazione tra l’Antico Egitto e Roma, che i bambini hanno scoperto durante la visita guidata, nell’ osservazione dei tredici obelischi presenti nella capitale. Il rapporto tra  ambiente,  clima e sviluppo.  

Laboratorio lettura: la lettura di Pinocchio per il diritto all’identità. L’orto è stato chiamato “Il campo dei Miracoli” non solo in riferimento a Pinocchio, ma anche perché ha visto la collaborazione di una signora di Accumoli, ospite in un hotel vicino alla scuola. La possibilità di occuparsi dell’orto scolastico ha rappresentato per lei tornare alle sue abitudini e occupare le tante ore libere durante il giorno.

Lingua italiana: testo narrativo, informativo e regolativo sempre legati alle varie esperienze che facevano capo anche all’ACS.

LA PAROLA AGLI ALUNNI

Il primo giorno di scuola la maestra ha messo sulla cattedra un pentolone, poi ha tirato fuori di tutto. È stato bello e divertente capire i collegamenti e cosa avessero in comune tra loro quegli oggetti. Abbiamo creato un bellissimo cartellone, al centro abbiamo posizionato la piantina e quindi l’orto,  cioè l’attività della cooperativa. A raggiera abbiamo sistemato il resto, contemporaneamente lo abbiamo fatto sul quaderno. Siamo stati subito partecipi di quello che avremmo fatto e ogni volta che affrontavamo un argomento o un attività andavamo a sistemarle sulla mappa, spesso creando più di un link.  Eravamo sempre consapevoli di ciò che stavamo facendo e di ciò che avremmo fatto. Ci siamo divertiti a formulare ipotesi per creare agganci e relazioni. Abbiamo quasi sempre lavorato in coppia e questo ci ha fatto sentire più sicuri e tranquilli. Alcuni non ci sono riusciti per vari motivi: non riuscivano a mettersi d’accordo; uno lavorava e l’altro no; non c’era simpatia. Abbiamo chiesto alla maestra di formare le coppie non secondo il nostro posto     in classe, ma per amicizia, lei non ce lo ha permesso perché, lavorando in questo modo, così spesso, si sarebbe perso tempo e poi perché dovevamo imparare a confrontarci con tutti.  Lo scopo era quello di portare avanti con successo  e in modo responsabile un compito assegnato. Non è stato sempre facile, ma molti di noi hanno scoperto e apprezzato particolarità dei compagni che non conoscevamo.

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