GROTTAMMARE – Sulla questione del Ponte del Tesino chiuso a causa di lavori di messa in sicurezza, interviene il consigliere comunale di Grottammare Futura Sandro Mariani.

Passano i giorni, poi ci abituiamo al traffico delle grandi metropoli. Lento, pur sempre scorrevole ma sempre carico di ansie. Se succede qualcosa? Un piccolo tamponamento? Tutto si ferma. Un plauso a chi guida, che sembra abbia capito la gravità della situazione  viaggiando con calma ed attenzione.

A questo punto cosa ci aspetta?

Questo ci chiediamo ogni giorno.

Esiste un piano B?

Nessuno lo sa. Il palazzo non parla e si trincera dietro l’attesa della risposta dei tecnici a cui è delegata l’ardua sentenza. Proviamo ad anticipare il nostro destino poiché ognuno di noi è proprietario del proprio futuro e lo vuole programmare.

La stagione è alle porte. Molte aziende attendono i giorni a venire con ansia, perché da quelli dipende l’economia del loro domani.

Il terremoto dei mesi scorsi ci ha lasciato dei segni permanenti, abbiamo difficoltà a programmare un futuro pieno di incognite.

Sono state fatte previsioni di investimento. Ci vogliono sicuramente 500 mila euro per i primi interventi. Soldi che graveranno sulle nostre tasche ed è per questo che vogliamo sapere, se siamo in grado di guadagnare qualche cosa fin da subito, per poi pagare debiti che l’amministrazione dovrà fare per i lavori di ripristino.

La diagnosi finale dello stato dell’arte, che l’ingegner Vittorini dovrà stilare, è simile a quella che il medico specialista redige dopo aver studiato tutte le analisi a cui il malato è stato sottoposto. Nel frattempo il malato vive, ma con un ansia crescente, che ti rende incapace di vedere oltre la durata del giorno e noi viviamo la stessa ansia del malato.

Abbiamo necessità di conoscere se sono stati redatti piani alternativi per affrontare le decisioni che ci aspettano, sperando che non vada a finire come immaginiamo:

– se il ponte si potrà riaprire, siamo stati noi che abbiamo riaperto il ponte… in caso contrario è stato l’ingegnere che ci ha costretto a chiuderlo.

 

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