SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Bella, combattiva, compatta. Con l’unico neo di non aver vinto, di aver sbagliato e regalato un calcio di rigore, di non aver colpito quando Sua Maestà il Lecce ha, per lunghi minuti, difeso in 11 la propria area di rigore. Bella Samb, applaudita dai tifosi di casa e dagli ospiti (così come accaduto ai calciatori giallorossi) in una pagina di sport inedita e struggente.

Ora c’è il ritorno di Lecce. La squadra di Sanderra può solo vincere: qualsiasi altro risultato sancirà l’eliminazione agli ottavi dei play off di Lega Pro. Impresa impossibile?

Non a nostro avviso. Perché per quanto si è visto nella gara di andata, pur da depurare per l’inversione dei campi di gioco e l’invero apporto delle due tifoserie, i rossoblu sono, a questo punto della stagione, più squadra dei salentini. I quali hanno indubbiamente un tasso tecnico e fisico individuale di alto livello, ma non sembra abbiano retto l’urto agonistico e la concentrazione maniacale che Sanderra è riuscito ad instillare nei suoi calciatori.

Agodirin in attacco e Vallocchia a centrocampo (con Lulli) hanno trasformato la squadra, che gode anche delle accelerate impetuose di (che nel ruolo di terzino forse è adattato, e potrebbe essere l’arma in più per un eventuale finale offensivo). Ma è la convinzione della squadra ad essere cresciuta, beneficiata infine dal ritorno in difesa di Mori.

A Lecce, tuttavia, sarà importante anche la condizione fisica, dopo lo sforzo compiuto domenica sera, al quale si aggiunge anche una trasferta chilometrica non indifferente da smaltire per i rossoblu. La panchina leccese è lunga ed equivalente quasi ai titolari, e non è cosa da poco.

Riteniamo, però, l’Impresa alla portata dei rossoblu. A tal proposito, ne eravamo ugualmente convinti dopo l’incredibile pareggio (2-2) nella semifinale play off 2002 con il Rimini, quando la Samb venne addirittura raggiunta dopo il vantaggio iniziale (2-0). Una rimonta che lasciò l’amaro in bocca ancor più del pareggio con il Lecce, ma la formazione di Colantuono fu bravissima a preparare la trasferta, con l’obbligo di vincere, e annichilire i romagnoli, guidati da un portentoso Totò Criniti e corsari con il bolide tirato da De Amicis.

Era stato, quel 2-2, un colpo durissimo per il risultato ma, già allora, scrivemmo che “la Samb ha più frecce nel proprio arco rispetto al Rimini”, e il risultato ci diede ragione. Possiamo affermare lo stesso per questa Samb, anche se il Lecce ha un tasso tecnico superiore, fatte le proporzioni, rispetto a quel Rimini, ricordando che la Samb di Gaucci era stata costruita per vincere il campionato, cosa che avvenne dopo gli spareggi.

Ci auguriamo che i giocatori rossoblu possano vedere i seguenti video per capire quali emozioni suscitarono allora e i brividi che procurano a chi, presente a Rimini, li rivede ancora oggi. La gara di ritorno fu trasmessa dalla Rai perché i biglietti per i tifosi di San Benedetto terminarono dopo poche ore nonostante l’apertura di un secondo settore.

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