SAN BENEDETTO DEL TRONTO – File ai botteghini e all’ingresso del Riviera delle Palme già un’ora prima dell’incontro, una fiumana rossoblu nelle strade che conducono allo stadio. L’atmosfera è quella di una festa sportiva “vecchio stile” per l’ambiente sambenedettese, complice anche la buona presenza di tifosi arrivati dalla lontana Lecce (circa 700) a cui rispondono gli oltre 7 mila sambenedettesi presenti.

Il presidente della Samb Franco Fedeli, prima dell’ingresso in campo dei giocatori nel rettangolo di gioco per il riscaldamento pre-partita, si è recato negli spogliatoi per parlare con la squadra: “Io sono carico” ha detto ai giocatori.

Inizio da brividi con coreografia nei distinti, fumogenata in Curva nord, tifo indiavolato da tutti i settori compresa persino la più compassata tribuna.

Ad inizio gara lo spettacolo è più sugli spalti che in campo, dove le due squadre comunque si sfidano a viso aperto e con grande fervore, ma non si registrano conclusioni in porta nei primi dieci minuti. All’11° viene annullato un gol a Ciancio per posizione irregolare, parsa comunque abbastanza evidente.

Il Lecce è sicuramente squadra dalla grande vigoria fisica in tutti i suoi elementi.

Una Samb che dopo il pericolo scampato su tiro di Pacilli risponde alla grande, un paio di conclusioni dal limite di Lulli e Sorrentino. Non ingrana ancora Mancuso, su di lui una vera e propria gabbia, allora al 20° Sanderra inverte il bomber con Agodirin (molto bravo fino ad ora) che va a destra, Mancuso a sinistra. Bene N’Tow quando va in proiezione, molto reattivo Sorrentino, bene il centrocampo, tutte e tre al massimo compreso il giovanissimo Vallocchia.

Predomonio rossoblu che in questa fase arriva ad una pericolosa conclusione di Agodirin che brucia i guanti di Perucchini, che si salva con difficoltà in angolo. Il Riviera è una polveriera che s’accende a più riprese, sale di tono ora anche Mancuso, ma è il centrocampo rossoblu sta giocando che è una meraviglia aiutato dal grande movimento di Sorrentino che apre spazi in attacco.

Applausi a scena aperta per la Samb dopo una spizzata di testa di Mancuso salvata in area piccola da un difensore salentino. Lecce ora chiuso nel suo centrocampo da diversi minuti, una Samb che è uno spettacolo dopo la fase iniziale di studio. Sale Mancuso di tono, ora le frecce sono tutte pronte nell’arco che Bacinovic dirige alla perfezione.

Dopo il 35° il Lecce riconquista qualche metro dopo un quarto d’ora d’apnea. Ammonito Vallocchia; ci sta per il fallo, protesta il pubblico perché in precedenza N’Tow è stato fermato tre volte irregolarmente senza sanzioni.

COMMENTO PRIMO TEMPO Primo tempo con la Samb che esce fra gli applausi, vero che l’occasione più pulita l’hanno avuta gli ospiti, ma sul piano del gioco la Samb ha espresso di più creando diverse occasioni rischiose dentro l’area ospite e pareggiando il conto degli interventi dei portieri sul tiro di Agodirin.

Tutti bene i giocatori rossoblu, molto concentrati e attenti, con il solo Mancuso non al massimo, anche se è andato meglio quando ha cambiato fascia. Ora si attende la Samb attaccare sotto la curva di casa e sappiamo come solitamente questo possa essere un fattore determinante.

Secondo tempo esplosivo: goooool di Mancuso

Pareggia il Lecce su un rigore un po’ “generoso”, per fallo dello stesso Mancuso

Nonostante il pareggio, avvenuto su un’azione abbastanza casuale (Torromino largo), la Samb domina i leccesi con una serie di azioni in velocità con Agodirin scatenato. Lecce in difficoltà anche dopo il pari con accelerazione strepitosa di Rapisarda che percorre tutto il centrocampo e ottiene un calcio di rigore. Purtroppo stavolta Mancuso si fa parare il rigore che avrebbe assegnato il meritato vantaggio ai rossoblu.

A metà primo tempo (25°) la partita è sempre viva ma il predominio rossoblu  si è attenuato, anche se le ripartenze della Samb fanno sempre molto male alla difesa rossoblu mentre i giallorossi puntano sulla zona di N’Tow che è un po’ isolato sulla sinistra.

Stanco Sorrentino, la Samb gioca da molti minuti con Mancuso centravanti. Alla mezzora arriva il primo cambio, esce Agodirin, un combattente, entra Di Massimo.

Samb che non molla, sfiora il gol con Vallocchia ma poi rischia addirittura il capitombolo: perde palla Pegorin, Pacilli nell’area piccola ha l’occasione per il tap in ma conclude lentamente, Pegorin recupera sulla linea.

Finale eccezionale, per la prima volta a nostra memoria i giocatori delle due squadre applaudono le tifoserie avversarie. Un evento rarissimo e degno di una sfida davvero d’altre categorie.

 

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