SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il Nucleo Speciale Tutela Proprietà Intellettuale della Guardia di Finanza ha proseguito ed intensificato attività preventive e repressive nel settore degli imballaggi di materiale plastico non rispondenti ai vigenti dettati normativi con particolare riguardo alla tutela dei consumatori, dell’industria della chimica verde e, più in generale, dell’ecosistema, che vede una forte ed un’assoluta sensibilità da parte delle Autorità di Governo.

L’azione di servizio è stata incentrata sul rispetto delle disposizioni, contenute nel decreto legge  “Misure straordinarie e urgenti in materia ambientale”, da parte di soggetti economici operanti, a vario titolo, nella produzione e/o commercializzazione dei sacchetti di plastica per l’asporto delle merci (i cosiddetti “shoppers”).

Più in particolare essi, diffusamente e largamente utilizzati in commercio, devono essere di natura biodegradabile e compostabile secondo lo standard UNI EN 13432. Viceversa, per quelli riutilizzabili, possono essere realizzati in polietilene, con maniglia interna/esterna e devono avere, rispettivamente, uno “spessore di parete” superiore ai:

60/100 micron, se destinati ad uso non alimentare;

100/200 micron, se impiegati per l’asporto di alimenti;

In merito, nonostante siano intervenute nel corso del tempo rigorose norme riferite all’impiego delle cosiddette “bioplastiche”, gli investigatori, attraverso un’attenta ed oculata analisi di contesto, hanno avuto il fondato sospetto di ritenere che venissero perseguiti illeciti interessi economici da parte di imprese, produttrici/distributrici di sacchi per asporto di merci, predominanti sull’economia legale.

A tal proposito, è stata anche avviata una proficua collaborazione con l’Associazione Italiana delle Bioplastiche e dei Materiali Biodegradabili e Compostabili fortificata dal contributo fornito dall’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (ARPA) – Umbria per le necessarie analisi di campioni di sacchetti, prelevati nel corso di azioni ispettive poste in essere sul territorio nazionale.

Il Nucleo Speciale ha predisposto e coordinato un articolato “piano di azione”, i cui interventi che ne sono susseguiti, hanno visto concretizzare:

un’operazione pilota, con l’interessamento di molteplici reparti delle regioni di tutta Italia Italia, che ha fatto emergere il coinvolgimento di numerosi esercizi commerciali affiliati a note due catene riconducibili alla grande distribuzione (nel settore alimentare e non), rivelando la gravità e la non comune portata dell’illecito fenomeno nel suo complesso;

susseguenti azioni di contrasto, svolte ad ampio raggio sul restante territorio nazionale, che hanno investito numerosissimi reparto del corpo attraverso specifici controlli nei confronti di produttori/distributori e venditori (esercizi commerciali nel settore alimentare e non).

Nel complesso, le attività di servizio, svolte su scala nazionale, concretizzatesi attraverso l’esecuzione di centinaia di controlli, hanno consentito:

la contestazione di altrettanti illeciti amministrativi per la violazione, per un totale di sanzioni pecuniarie pari a 3 milioni di euro;

la denuncia alle competenti Autorità Giudiziarie di numerosi soggetti che, anche in concorso tra loro, si sono resi responsabili del reato di “Frode nell’esercizio del commercio”;

Il blitz ha comportato il sequestro di:

circa 2 milioni di sacchetti di plastica illegali;

2.380 chili di materia prima atta a produrre detti beni;

vari clichè impiegati per la stampigliatura di loghi e diciture ingannevoli sugli shopper destinati ai consumatori.

Nella provincia di Ascoli l’operazione, con materiale sequestrato, è scattato a San Benedetto mentre in provincia di Teramo a Giulianova. Nel mirino dei finanzieri supermercati e centri commerciali delle due città.

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