SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Durante il giorno del vernissage, domenica 7 maggio, c’è stato un flusso di quasi duecento visitatori per la rassegna d’arte proposta dall’Associazione culturale OpenHouse Art Lab Event, e nonostante il maltempo il pubblico ha risposto con molta curiosità e  interesse, soprattutto ha partecipato attivamente alle performance  che si svolgevano all’interno della mostra di Solideo Ruggiero.

In primis quella di Giorgio Cipolletta (poeta, artista e vicepresidente dell’Associazione a sfondo sociale CrA.sh che è una delle patnership dell’evento) BookQuake-Libro tremante, come c’è stata una fila di ore per partecipare all’esperienza della performance dell’artista e come si definisce “Curatore della realtà” Michele Mariano “1800 secondi Il Wormhole per l’invisibilità.

Entrambi gli artisti hanno portato temi importanti, nel caso di Cipolletta , soprattutto nel nostro territorio, come quello del terremoto che è anche metafora del nostro disfacimento culturale e come scrive: ”I crolli ci appartengono. Alcuni hanno segnato la storia occidentale, la caduta del muro di Berlino e l’abbattimento delle Torri gemelle. Le macerie sono diventate gadget per i turisti e visioni scenografiche per i registi… I libri precipitano, metafora di una cultura che ha perso il suo corollario prezioso  e significante in direzione di un oblio senza ritorno, dove le parole si schiantano a terra e lasciano un amaro in bocca, senza voce”.

Mariano invece con dei semplicissimi elementi, una stanza nascosta e buia con un count down in un video di 1800 secondi ha portato per mano il pubblico che ha aspettato ore per partecipare, a piccoli gruppi di 3/4 persone, in una dimensione sospesa nel tempo: “1800 secondi” è un Portale. Come una porta o varco spaziotemporale ha il compito di condurre un “soggetto in movimento” in un luogo diverso del medesimo mondo, in un altro punto nello spazio, sempre all’interno dello stesso universo. Una macchina del tempo che ha il potere di strappare il soggetto dal “tempo collettivo” per condurlo in quello “Individuale”.

A concludere gli interventi performativi la dancer performer Amanda Trulio che durante tutto il corso della mostra è stata una presenza leggera che si è mossa tra gli spazi della Residenza che ospita la rassegna, come una presenza di un passato che è rimasto, interagendo con il pubblico che la seguiva totalmente incuriosito.

La mostra è visitabile fino al 14 maggio alla Palazzina azzurra. Info e prenotazioni: 349 8228252 – 329 0578745.

Mail: ophartlabevent@gmail.comwww.facebook/openhouseartlabevent.

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