SAN BENEDETTO DEL TRONTO – E’ ufficialmente iniziata la missione playoff in casa Samb che oggi pomeriggio è partita per il ritiro di Roccaporena dove gli uomini di Sanderra resteranno fino a venerdì. Da lì poi il breve trasferimento a Gubbio dove sabato pomeriggio la Samb si giocherà il tutto per tutto al “Barbetti” con un solo risultato a disposizione: la vittoria.

A tastare il polso dei compagni ci pensa Nicolas Di Filippo, difensore rossoblu che, dopo oltre 4 mesi, ha ritrovato il campo e una maglia da titolare contro il Pordenone. “Finalmente ho ritrovato il campo e in una posizione(centrale di difesa n.d.r.) che avevo ricoperto solo due volte in stagione, contro Bassano e Maceratese. E’ stata una vittoria fondamentale quella di domenica -continua Di Filippo- perché, nonostante il sesto posto sia sfumato all’ultimo, la bella prestazione con i neroverdi ci permette di avvicinarci nel migliore dei modi alla sfida di Gubbio”.

Già, il Gubbio, la prima partita dei playoff in cui l’obbligo è vincere. Ma quando a Di Filippo viene chiesto che genere di gara dovranno fare i rossoblu, il difensore tuttofare abruzzese, ha le idee chiare: “Non dobbiamo fare l’errore di giocare una partita all’arrembaggio. Dovremo infatti essere pazienti e non prestare il fianco ai loro contropiede, sono convinto che saremo bravi ad aspettare e a fare la nostra partita”.

In questi casi però, nonostante l’obbligo di vittoria, si fanno anche valutazioni puramente psicologiche. “Paradossalmente, avere un solo risultato a disposizione ci può permettere di fare una partita migliore. Con 2 risultati sul 3 magari ci saremmo rilassati troppo” chiosa il calciatore che poi individua anche uno dei pochi aspetti positivi della sfida di sabato: “Almeno non possiamo dire di conoscere bene il Gubbio visto che li abbiamo già affrontati tre volte quest’anno fra campionato e Coppa Italia”.

La chiusura invece Di Filippo la riserva alla valutazione generale della sua squadra in questo “post-season” per mutuare un termine cestistico. Il difensore infatti risponde chiaramente a chi non crede a un lungo cammino ai playoff e si dà un obiettivo certamente ambizioso: “Questi playoff non saranno una passerella. Ci vogliamo credere e vogliamo arrivare alla fine nonostante ci sia una montagna da scalare davanti a noi: vogliamo arrivare alla finale di Firenze del 17 giugno”.

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