AN BENEDETTO DEL TRONTO – Un altro secco NO è stato ribadito martedì 2 maggio alla Camera dei Deputati dall’Associazione ITB Italia, durante l’Audizione presso le Commissioni Riunite VI (Finanze) e X (Attività Produttive e Turismo) in merito alla discussione del Disegno di Legge Delega presentato dal Governo Gentiloni, di riordino del Demanio Marittimo, o come è stato definito dagli stessi imprenditori turistici “Decreto Ammazzabalneari”.

L’ITB Italia, rappresentata dal Presidente Nazionale Giuseppe Ricci, dal Coordinatore di ITB Lazio Gino Di Lello, dal Direttore Stefano Giammarini e dall’Avv. Giuseppe Fanesi, ha dapprima ribadito i suoi NO al DDL, sia per i contenuti presenti che per lo strumento in se visto che per una materia così complessa servirebbe una discussione molto più ampia e approfondita; ma un secco NO è stato espresso anche per quanto riguarda la possibilità di indennizzi, proroghe e paletti, in quanto non solo verrebbero bocciati in sede di Commissione Europea, ma anche perché non farebbero che prolungare l’incertezza e la precarietà dell’attuale situazione, penalizzando ancora di più le attuali imprese.

Inoltre, anticipando quanto poi confermato il giorno successivo (mercoledì 3 maggio) dall’Agenzia del Demanio, non conoscendo qual è l’attuale situazione del demanio marittimo italiano, cioè quanti km di costa sono occupati, quanti sono ancora liberi e disponibili, quante sono le concessioni sul demanio, quanto spazio occupano, quanto pagano di canoni, ecc…, è assolutamente necessario, per non dire obbligatorio, fermare ogni tipo di discussione e procedimento, fino a quanto lo Stato Italiano non avrà il quadro completo della situazione a livello nazionale.

Nel suo intervento, trasmesso in diretta streaming sul sito della Camera dei Deputati, il Presidente ITB Italia Giuseppe Ricci, ha espresso il desiderio che «i nostri figli possano continuare a fare il nostro lavoro, avendo noi balneari costruito delle imprese in base a delle leggi valide che ci garantivano la continuità. Gli stabilimenti sono legalmente nostri e non sarà facile mandarci via, perché ci scontreremo con la politica che vuole buttarci fuori. Ci opponiamo a qualsiasi proroga o risarcimento, il governo deve solo riconoscere le imprese agli imprenditori attraverso una procedura di sdemanializzazione. Altrimenti la prossima volta ci ritroveremo davanti ad un giudice.»

Infine, nel documenti presentati e messi agli atti, l’ITB Italia ha ribadito la necessità di rivedere la linea della costa e sdemanializzare tutte quelle aree che hanno perso le caratteristiche di pubblici usi del mare, prevedendo un Diritto di Superficie con possibilità di riscatto, per gli attuali concessionari e conduttori.

Una soluzione per tutte le attuali imprese balneari, che ancora molti faticano a capire, ma che lentamente sta prendendo forza anche tra le altre associazioni di categoria.

 

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