SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Ai sambenedettesi in questi giorni è arrivata la tassa sui rifiuti che, senza particolari sorprese e come preannunciato, ha visto un aumento rispetto al 2016. Su questo argomento una commissione bilancio  pronta a riunirsi il prossimo 17 maggio. Nel frattempo però a farsi sentire è il Pd, che si esprime per bocca del suo nuovo segretario Edward Alfonsi.

“È arrivato in questi giorni il conto della Tassa per lo smaltimento dei rifiuti (TARI) dovuta per l’anno 2017. Un conto molto salato.
Gli aumenti per le famiglie variano a seconda del numero dei componenti: ad esempio una famiglia media di 4 persone ha ricevuto un bollettino di 70 o anche 90 euro in più rispetto all’anno 2016 e precedenti.
Certamente sull’aumento potrebbe aver inciso ma solo in parte l’incremento del costo di smaltimento dei rifiuti dovuto alla necessità di abbancare gli stessi fuori bacino. A tal proposito occorre che in ATA (Assemblea Territoriale d’Ambito) si trovi una soluzione definitiva.
Sull’aumento ha pesato molto anche il mancato rifinanziamento nel bilancio comunale, per gli esercizi 2017-2018-2019, delle somme destinate a finanziare le “premialità” in bolletta per la riduzione legata alla spinta sulla raccolta differenziata.
Come noto San Benedetto del Tronto si è sempre contraddistinta per puntare strategicamente sulla raccolta differenziata. Nell’anno 2016 è stata raggiunta la quota del 68% di differenziata e tale importante obiettivo è stato raggiunto sicuramente grazie ad un grande impegno delle utenze (famiglie in primis!).
A fronte, però, di tale impegno nessuna “premialità” è stata prevista dalla nuova giunta, diversamente da quanto accaduto lo scorso anno, facendo così registrare, a invarianza di costi di raccolta e smaltimento dei rifiuti, l’aumento della stessa TARI, causato dal fatto che nessun utente di San Benedetto del Tronto può beneficiare per l’anno corrente di sconti per la raccolta differenziata.
Non risultano rifinanziate neppure le detrazioni e riduzioni al fine di redistribuire il carico tributario tra i contribuenti, con criteri legati alla singola capacità contributiva calcolata in base all’ISEE; in questo modo, purtroppo, tutte le famiglie con reddito ISEE inferiore a 16.000,00€ non potranno usufruire per quest’anno della riduzione del 40% della tassa, come invece è accaduto in precedenza.
Tale scelta ha inciso in maniera doppiamente negativa sulla TARI, facendo registrare gli aumenti della tassa proprio a carico delle categorie sociali più deboli.
Occorre purtroppo evidenziare che questo aumento della tassa va a incidere pesantemente anche sulle attività produttive e commerciali, di ristorazione e ricettive della città, come ad esempio gli alberghi, penalizzando quindi fortemente le attività in un momento di crisi che già debbono far fronte alle gravi difficoltà provenienti ancora da una persistente congiuntura economica negativa sommata ad una profonda incertezza circa l’imminente stagione estiva in riviera.
L’aumento della pressione tributaria certifica, infine, l’assenza di programmazione di questa amministrazione ed una incapacità nel reperire le risorse economico-finanziarie senza incidere ulteriormente sulle tasche di tutti i cittadini.”

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