SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Bruno Gabrielli ha presentato le sue attese “controdeduzioni” come da facoltà accordatagli dal regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale di San Benedetto. Lo fa anche con un paio di giorni di anticipo rispetto ai 20(dall’ammissione della procedura avvenuta per votazione in Consiglio lo scorso 25 marzo) che mette a disposizione lo stesso regolamento.

Gabrielli nelle sue memorie contesta praticamente tutti i punti della mozione, spesso puntando l’accento su diverse interpretazioni o distorsioni vere e proprie a suo avviso, date dai firmatari della mozione, rispetto alle sue dichiarazioni alla stampa. Il presidente del Consiglio cita anche un articolo di Riviera Oggi del 9 marzo, sostenendo che, quanto virgolettato dai consiglieri firmatari, non corrisponde al contenuto dell’articolo del 9 marzo che potete leggere QUI.

Di seguito le memorie integrali presentate da Gabrielli:

 

“Nel fornire le contro deduzioni alle argomentazioni addotte per suffragare la richiesta della mia revoca, non posso non mettere a conoscenza gli stessi che le hanno avallate firmandole di aver omesso la verifica puntuale della veridicità.

Ritengo pertanto di avere degli obblighi ben precisi oltre che nei vostri riguardi anche e soprattutto nei confronti della nostra città. E’ giusto infatti che i cittadini sappiano quanto ingiuste ed infondate siano le accuse che mi sono state mosse.

Cercherò pertanto di procedere nello stesso ordine in cui sono stati snocciolati i “capi d’accusa.

Mi viene imputato innanzitutto di aver detto “…io non vorrei essere una figura super partes, io sarò primus inter pares, proprio per sottolineare che non perderò affatto quelle che sono le mie prerogative di Consigliere comunale e le eserciterò fino in fondo…”

Ebbene peccato che chi ha confezionato l’atto accusatorio abbia volutamente omesso la parte precedente del mio discorso e quella successiva. Sentite come assume un significato del tutto diverso da quello che in maniera forzosa è stato voluto dare aggiungendo le parti tolte ad arte. Di seguito l’estratto dello sbobbinamento della seduta consigliare del 9 luglio inerente il mio discorso d’insediamento:

“…Il mio sarà un mandato presidenziale svolto nella pienezza delle funzioni, improntato alla volontà di garantire i diritti e i doveri di tutti i membri del Consiglio comunale. Pur essendo persona di parte con una precisa identità ed appartenenza politica ho ben chiaro che i miei primi doveri del presiedere questa assemblea saranno quelli del rigore, dell’equilibrio e dell’imparzialità, per assicurare una democratica dialettica tra i consiglieri di maggioranza e di opposizione, consentendo a ciascun consigliere l’attuazione di quelle prerogative a lui attribuite dalla legge e dal regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale. Io non vorrei essere una figura super partes, io sarò primus inter pares, proprio per sottolineare che non perderò affatto quelle che sono le mie prerogative di consigliere comunale e le eserciterò fino in fondo. Per questo mi atterrò scrupolosamente ai regolamenti, utilizzando comunque quella flessibilità e quella ragionevolezza allorchè gli atteggiamenti dei colleghi consiglieri saranno costruttivi e improntati alla buona fede…”

Il successivo addebito mosso nei miei riguardi trae spunto da un’intervista rilasciata al Corriere Adriatico in data 19 dicembre 2016. Ecco il relativo passaggio.

Giornalista: E’ stato spesso criticato per il suo ruolo, o meglio per aver messo mano in    settori e incarichi che non fanno parte di un Presidente del Consiglio

Risposta: “Sono un consigliere prima di tutto. Quale problema è? Non sono un presidente super partes visto che faccio politica e credo sia giusto mettere in atto l’esperienza maturata sul campo.”

Ebbene credo sia del tutto ovvio e scontato che la giornalista nel riportare le risposte fornite usi la sintesi necessaria per motivi legate al numero di battute che deve o può contenere un articolo di giornale. Ricordo perfettamente che anche alla giornalista avevo illustrato il concetto secondo il quale il mio non essere super partes va pienamente inteso nel senso riportato nel discorso tenuto dal sottoscritto nel Consiglio comunale del 9 luglio all’atto del mio insediamento. Cioè a dire che sono una persona appartenente ad una forza politica ed in quanto tale di parte. Ma di certo super partes nello svolgimento delle funzioni istituzionali legate al ruolo di Presidente del Consiglio.

E’ bene dunque precisare che sia il primo addebito che il secondo si fondano su dichiarazioni estrapolate da più ampi discorsi e quindi fuorvianti e non in grado di dimostrare nulla riguardo il mio presunto non essere super partes.

Questione Ballarin:

Come molti di voi sapranno il sottoscritto, insieme ad altre persone molto note in città tra cui l’assessore Tassotti, nei primi mesi del 2016 all’indomani della minaccia formulata dall’ex sindaco Gaspari di abbattere l’ex stadio Ballarin costituì un Comitato per difendere lo stesso denominato Comitato Fondazione Ballarin. Tale comitato traeva spunto dalla Fondazione Filadelfia di Torino che era nata per far fronte con successo ad un’identica situazione venutasi a creare per recuperare il vecchio e glorioso stadio Filadelfia.

Al fine di riportare con dovizia di dettagli alle competenti commissioni consiliari questa felice esperienza per studiare se e come potesse essere replicata anche nella nostra città il sottoscritto ha inteso mettere a frutto la personale conoscenza con il Presidente della Fondazione Filadelfia andando a fargli visita a Torino. Mi preme precisare che a norma dell’art. 6 comma 5 del  Regolamento comunale il Presidente del Consiglio può recarsi in missione senza autorizzazione preventiva, e ha diritto al rimborso spese sulla base della presentazione di una dichiarazione sulla durata e finalità della missione, corredata da documentazione spese.

Come si evince chiaramente dalla dichiarazione presentata dal sottoscritto all’Ufficio Economato in data 02/03/17 la finalità del viaggio riportata nella stessa è stata la seguente: “rimborso trasferta a Torino per problematiche Stadio Ballarin” 

Ribadisco pertanto che nel caso specifico la mia è stata un’attività di studio del particolare problema, necessaria al fine di essere illustrata dal sottoscritto in una successiva trattazione che avrei voluto svolgere all’interno delle commissioni consiliari competenti per la materia trattata. Purtroppo questo percorso  mi è stato impedito dalla mozione di revoca che ne è conseguita dopo qualche giorno dal mio rientro da Torino.

Questione regolamento occupazione suolo pubblico:

Al fine di ricucire il rapporto lacerato dalla passata amministrazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Marche di comune accordo con il Sindaco, decidemmo di incontrare la responsabile dellla provincia di Ascoli Piceno l’Arch. Miriam Pompei. Siamo nell’agosto 2016. Al primo incontro ne fecero seguito altri. In uno di questi la stessa Pompei ci faceva presente che nel febbraio 2016 la Soprintendenza aveva scritto una lettera al sindaco Gaspari e indirizzata per  conoscenza anche alla Procura della Repubblica e ai Carabinieri dove si chiedeva di rispettare le regole inerenti l’occupazione del suolo pubblico nelle zone della città sottoposte a vincoli paesaggistici e storici. Da qui nacque l’impegno del Sindaco Piunti a voler dare soluzione a tale problematica.

Trattandosi di dover redigere un nuovo regolamento comunale il sottoscritto in qualità di Presidente del Consiglio ha svolto il ruolo di sovrintendere al funzionamento degli uffici di supporto del Consiglio Comunale interessati (Urbanistica, Commercio e Vigili Urbani) al fine di agevolare  i lavori  con la Soprintendenza.

Che si trattasse di una questione molto delicata ed urgente tale da essere seguita personalmente dal sottoscritto lo dimostra il sollecito riportato nella missiva inviata dal Soprintendente Regionale Carlo  Birrozzi, in data 30 marzo, al Sindaco di San Benedetto del Tronto e per conoscenza al Segretario Regionale del MiBACT e al Comando Carabinieri N.T.P.C. di Ancona nella quale viene intimato un termine di trenta giorni dal ricevimento della stessa per la redazione del nuovo regolamento  delll’occupazione del suolo pubblico. 

 Questione Consiglio Comunale aperto:

In merito alla mancata convocazione del Consiglio Comunale nel termine di 20 giorni, ribadisco che il mio non è assolutamente stato un atto di prepotenza istituzionale come qualcuno lo ha voluto definire. Mi trovavo a dover approntare i lavori per la sessione più impegnativa che un’amministrazione si trova ad affrontare nell’arco di un anno: il bilancio di previsione. Quest’ultimo era in programma di essere svolto il 25 marzo.

Ai consiglieri richiedenti dissi che subito dopo lo avrei convocato. Così è accaduto visto che lo stesso è stato convocato in data 24 marzo per il 07 aprile alle ore 16,00. Mi scuso per il ritardo di 17 giorni in cui l’ho convocato, ma ritenevo prioritario il Consiglio comunale per l’approvazione del bilancio di previsione in quanto impossibile da derogare oltre il 31 marzo.

 

Il Presidente Impediva (nel mese di gennaio) alla commissione consiliare “affari generali” di  svolgere il proprio ruolo istituzionale.

Dinanzi ad un’argomentazione così distante dalla verità non si può far altro che rimanere basiti! Tutti i consiglieri comunali sanno, nonché la stessa Assessora Ruggieri e il Presidente della Commissione Affari Generali Morganti, come andarono i fatti.

Sfido i firmatari a produrre al sottoscritto copia della richiesta formulata dall’assessore Annalisa Ruggeri ovvero a voler dirmi con quale atto di trasmissione l’Ufficio di Presidenza avrebbe preso in carico la delibera avente ad oggetto “ il regolamento per la concessione dei contributi” e quindi a non averla voluta inserire nell’ordine del giorno del primo Consiglio comunale utile. Quanto da voi affermato è davvero grave signori consiglieri poiché palesemente non vero! Ad ulteriore riprova della mendacità di quanto da voi asserito mi preme produrre una selezione della copiosa rassegna stampa uscita a riguardo. Giova inoltre sottolineare che ad oggi, mentre sto scrivendo queste memorie difensive, il regolamento è ancora lontano dal vedere la luce.

Non vero del resto come il fantomatico articolo del Corriere Adriatico posto a prova della mia presunta dichiarazione in merito al Festival del Brodetto: anche qui sfido ognuno di voi che ha firmato a voler produrre una copia dell’articolo del 22 gennaio 2017 in cui il sottoscritto avrebbe  definito lo stesso un  “Festival inutile”

Non vero come quello che mi viene messo in bocca in un articolo pubblicato da Riviera Oggi in data 09 marzo 2017 e riportato nella rassegna stampa comunale del 10/03/17: Anche qui invito ognuno di voi a rinvenire traccia di quanto virgolettato  “Forse non è stato compreso il mio ruolo. Sono chiamato a rispettare delle regole, ma faccio parte di una forza politica. Sono e resto un politico che esprime le sue idee…” Ancora “… Dobbiamo attendere il bilancio di previsione, dopo tale assise lo indirò,… nessuna preoccupazione per la probabile mozione di sfiducia che l’opposizione metterà a votazione. Tra le cariche di presidente del consiglio e consigliere c’è un legame indissolubile…sono e resto un politico”

 

Alla luce di quanto esposto voglio sperare che si eviti di portare alle estreme conseguenze l’atto di revoca della delibera consigliare con la quale sono stato eletto Presidente del Consiglio.

Fino a prova contraria ritengo che la maggior parte dei firmatari della mozione fossero in buona fede ignorando la mendacità di quello che hanno sottoscritto.

Un documento creato ad arte da qualcuno al fine di portare avanti una scellerata azione politica discriminatoria atta a demolire la mia persona e il partito di cui mi onoro appartenere.”

 

San Benedetto del Tronto, 12/04/2017

 

Il Presidente del Consiglio Comunale,

 Dott. Bruno Gabrielli

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