ROMA – “Avete messo in evidenza grandi capacità organizzative, tecniche e scientifiche, ma soprattutto avete dimostrato una generosa abnegazione, senza la quale, non sarebbe stato possibile raggiungere alcun risultato”. Con queste parole il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha voluto ringraziare le donne e gli uomini del Servizio Nazionale della Protezione Civile, per giorni impegnati nelle operazioni di ricerca e soccorso all’Hotel Rigopiano.

Il 29 marzo al Quirinale una delegazione delle componenti e delle strutture operative del Sistema guidate dal Capo Dipartimento Fabrizio Curcio è stata accolta dal Presidente della Repubblica, “non per una cerimonia tradizionale” ha tenuto a precisare il Capo dello Stato, ma per un sincero ringraziamento allo sforzo e all’impegno di chi ha lavorato per giorni e notti in condizioni proibitive, mettendo a rischio la proprio vita, con l’obiettivo di salvare delle vite umane. Un incontro ancor più significativo, a oltre due mesi dalla tragedia e dalla luce dei riflettori mediatici.

Il pensiero di Mattarella è andato anzitutto alle vittime della slavina che ha travolto e distrutto l’Hotel Rigopiano, evento che “ha suscitato un’emozione e un cordoglio che non si estingue”. Il Capo dello Stato ha quindi elogiato la protezione civile, un “modello di efficienza”, frutto della sinergia di realtà diverse, ognuna indispensabile al funzionamento del sistema.

Nel suo intervento il Capo Dipartimento ha sottolineato come la “dedizione e la passione” dei soccorritori di Rigopiano siano le stesse che gli operatori del sistema mettono in campo ogni giorno nelle rispettive amministrazioni e strutture di appartenenza. Ripercorrendo la storia della protezione civile italiana, necessariamente segnata dalle calamità (perché sono gli eventi e le catastrofi che danno impulso al cambiamento) Curcio ha sottolineato come sia una necessità dell’intero sistema adattarsi all’evoluzione di una società che cambia con rapidità.

“L’umanità degli operatori del sistema – ha concluso il Capo Dipartimento – è frutto dell’esperienza e della passione e non si trova in nessun manuale e in nessuna procedura, una sensibilità unica che caratterizza tutte queste donne e uomini e le centinaia di migliaia di colleghi che non sono oggi qui ma sono tutti rappresentati”.

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