CUPRA MARITTIMA – La questione speed check a Cupra ha raggiunto un punto per il quale, il comune si è sentito in dovere di dare tutte le delucidazioni necessarie ai cittadini.

Alla conferenza tenutasi il 29 marzo in sala giunta, erano presenti: il sindaco Domenico D’Annibali, il vicesindaco Roberto Lucidi, il comandante della Polizia Municipale Roberto Locci, gli assessori Pulcini e Crescenzi e il direttore del progetto che ha previsto l’istallazione delle colonnine Paolo Goglio.

Interviene dapprima il sindaco, il quale intende ribadire con quanta attenzione l’intera amministrazione abbia affrontato il tema sicurezza stradale durante questo periodo: “Abbiamo studiato con cura i punti strategici del paese, per poter istallare correttamente tutti i presidi necessari, a volte siamo intervenuti su sollecitazione degli stessi cittadini. La vita delle persone è di primaria importanza, ogni sindaco ha il dovere di tutelarla nel migliore dei modi”.

Interviene poi il direttore del progetto Paolo Goglio, che spiega in maniera dettagliata, tutta l’etica e la filosofia che è alla base dell’istallazione degli speed check: “dietro il nostro lavoro c’è una preparata equipe di tecnici e professionisti, in grado di rilevare tutte le condizioni necessarie per l’istallazione delle singole torrette. Questo progetto, nato tra l’altro qui nelle Marche e poi diffusosi con successo in tutta Italia, ha come ultimo fine quello di creare un comune virtuoso; come  può diventarlo oggi nella raccolta differenziata, può anche nell’ambito della sicurezza stradale”.

“La prima delle due linee guida – continua Goglio – è la cultura della sicurezza, in un paese che conta oltre 4 milioni di infrazioni all’anno, in cui crediamo che sia sempre meglio prevenire che arrivare a tenere il fucile puntato sugli automobilisti. L’altra linea guida è la selettiva repressione delle infrazioni, ricorrendo il meno possibile alla sanzione. Non seguiamo soltanto le norme che derivano dalla giurisprudenza, ultimamente stiamo analizzando anche quella che viene definita la psicologia del traffico, indispensabile dal momento che il nostro intento è quello di far prevalere la dissuasione piuttosto che la repressione”.

Dopo aver elencato i dati su scala nazionale – dal 62 per cento di infrazioni, prima degli speed check, si è arrivati al 23 per cento di infrazioni, dopo gli speed check – il direttore del progetto è arrivato ad elencare tutti dati riguardanti specificatamente Cupra Marittima (vedi foto): “premetto che gli speed check sono fondamentali oggi nei centri urbani e non solo nelle strade dove si raggiunge una velocità più sostenuta, poiché gli strumenti di distrazione quali, cellulare, bluetooth e stereo rendono i 50 chilometri orari, una velocita limite per evitare di provocare incidenti. Lungo la strada statale, tra Cupra Marittima e Grottammare, nei pressi del parcheggio Saccoccia, abbiamo riscontrato durante tutto i giorno un calo d’infrazioni, dopo l’installazione degli speed check, dall’86,8 per cento al 56 per cento, su 12 mila transiti totali e una riduzione 21 per cento per quanto riguarda le infrazioni gravi. Solo durante la notte, dal 94,5 per cento, percentuale altissima, al 64,1 per cento. Lungo la nazionale, zona bar Curzi, le infrazioni sono passate dal 45,8 per cento al 20 per cento, durante l’intera giornata, dal 68 per cento al 32 solo durante la notte”.

Il dato più interessante è quello che riguarda le sanzioni (vedi foto), i dati registrati dal 2011 a oggi dicono che su 184.554 vetture controllate sono state effettuate 2.609 sanzioni, circa l’1,41 per cento delle sanzioni sulle vetture controllate.

Aggiunge Goglio: “il comune avrebbe tutti gli elementi per poter far cassa con gli speed check. I pregiudizi infondati hanno tuttavia fuorviato i cittadini da ciò che il progetto voleva comunicare. Gli speed check possono essere attivati solo uno alla volta, quindi, è indifferente averne 100 o 10 in un comune, resta il fatto che questa situazione di incertezza, dissuade gli automobilisti dal commettere infrazioni; i dati ne sono una prova”.

Interviene infine il comandante Luigi Locci, che sposta stavolta il discorso sulle piemiche avanzate nei mesi scorsi, riguardo questo argomento: “Un sindaco di un paese che invita i cittadini ad azioni di protesta, dichiarando che i propri vigili non fanno multe, non fa un buon servizio. L’autovelox collocato lungo la val Menocchia è stato ad oggi attivato solo 5 volte, senza rilevare alcuna infrazione. Noi pensiamo alla sicurezza e non alle multe, gli stessi abitanti di quella zona hanno più volte sollecitato la nostra presenza dichiarando di avere paura ad uscire di casa con l’auto”.

 

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