SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Enzo era un ragazzo bravo, buono, educato, con una dolce sensibilità, un temperamento vivace e creativo ed una rara capacità: tutto ciò che toccava diventava oro.

Aveva un sogno: diventare medico oculista come i suoi nonni paterni con i quali, assieme alla mamma e al fratello Alessandro, era cresciuto, in un ambiente amorevole e stimolante.

Enzo Abib Ascolani aveva il padre italiano e la mamma appartenente ad una famiglia di Dakar molto in vista.

Enzo aveva un sorriso avvolgente e dolcissimo che non si poteva dimenticare facilmente e che donava al suo bel viso una luce speciale.

Aveva molti interessi, un grande amore per il sapere, per la conoscenza, per lo sport, per la musica ed era circondato da amici sinceri che gli volevano molto bene. Conosceva diverse lingue ed aveva viaggiato molto intorno al mondo.

Ecco Enzo, noi vogliamo ricordarti com’eri, pensare che ancora vivi, vogliamo pensare che ancora ci ascolti e che come allora sorridi e che come allora sorridi…

Au revoir Petit Prince.

Un sincero grazie a Catia Cava Ascolani per la testimonianza che ha voluto condividere con noi

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