SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sarà, ma una intera maggioranza che si getta nelle braccia dell’opposizione per sfiduciare un Presidente del Consiglio nominato solo pochi mesi prima, è un fatto così anomalo da essere persino difficile da commentare. Piunti, forse (e qualche assessore?), vorrebbe limitare l’interventismo di Gabrielli? A costo di perdere l’appoggio dell’unico vero partito che sostiene la sua maggioranza, lo stesso partito del sindaco, Forza Italia?

Impossibile che il primo cittadino non fosse al corrente di quanto stava accadendo. Sarebbe grave che i suoi consiglieri avessero firmato la mozione di sfiducia, nata nelle stanze del Pd cittadino, alle spalle del sindaco. Sarà dunque interessante, per non dire decisivo, l’incontro che il sindaco Piunti dovrebbe avere lunedì con i capigruppo di maggioranza.

Come è possibile che un contrasto così palese si manifesti pubblicamente invece che essere risolto più urbanamente nelle segrete stanze della politica? Come è possibile che la critica a Gabrielli non si sia dapprima sussurrata, poi persino urlata ma sempre privatamente?

Troppe vicende rischiano di incrociarsi su quella principale. L’azzardo dei consiglieri di maggioranza (forzisti esclusi) è tale che c’è il rischio di una maggioranza già a brandelli dopo pochi mesi. Difficile ipotizzare, in caso di sfiducia a Gabrielli, che Forza Italia voti compatta a favore di Piunti senza cercare vendetta; lo stesso Gabrielli sarebbe una mina vagante. Una politica giocata di fino farebbe pensare ad un lento logoramento del sindaco, con Forza Italia che si sentirebbe libera di revocare l’appoggio caso per caso. Ma conoscendo il partito, non è escluso che si possa arrivare ad un tipo di frattura più netta e clamorosa e più immediata.

A chi conviene, allora, rischiare una crisi di giunta dopo neppure un anno per contestare un Presidente del Consiglio fresco di nomina? Perché Piunti ha acconsentito a rischiare così tanto? Perché voler tornare alla casella Anatra Zoppa?

C’è un altro campo di lettura, a rischio complottismo, certo. Ma il centrodestra sambenedettese appare sempre più legato a quello ascolano, con Piunti che va a braccetto con il sindaco di Ascoli Castelli mentre il consigliere regionale Celani ha i suoi riferimenti nel capogruppo consiliare di Forza Italia Pignotti ed è vicino anche a Gabrielli. Non stiamo dicendo che le grandi manovre in vista del voto per il Parlamento, che potrebbero vedere contrapposti Celani e Castelli, si ripercuotano sulla politica sambenedettese. Non pensiamo che sia così anche perché sarebbe un peccato imperdonabile.

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