SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Una mozione di sfiducia che ha del clamoroso e che apre una vera e propria crisi all’interno della maggioranza. Questa mattina è stata infatti protocollata la mozione che chiede la revoca di Bruno Gabrielli dal suo ruolo di Presidente del Consiglio Comunale e quel che ha di clamoroso è che l’atto è firmato anche da 12 consiglieri di maggioranza.

Alla base della mozione, che vi riportiamo integralmente nelle sue 4 pagine, “il venir meno della garanzia e dell’imparzialità del ruolo”, leggiamo nel documento che riporta anche numerosi articoli di giornale che evidenzierebbero, per i firmatari, la negazione, da parte dello stesso Gabrielli “del suo ruolo super partes”.

I MOTIVI DELLA SFIDUCIA. Gli sfiducianti addebitano al Presidente del Consiglio “l’adozione di decisioni personali impulsive” apprendiamo ancora dal documento, e “l’assunzione di un ruolo da protagonista” valutato  in contrapposizione “con il suo ruolo di garante delle istituzioni e dell’imparzialità”. A proposito i 21 Consiglieri ricordano anche un recente viaggio (fatto a spese del Comune che ha pagato 544 euro per la trasferta) di Gabrielli a Torino per visitare lo stadio Filadelfia, “senza aver ricevuto alcuna autorizzazione” sottolineano i ventuno.

Gabrielli, con questa sfiducia, “paga” anche per questioni più tecniche, come la mancata convocazione, nei termini di legge, del Consiglio “aperto” sull’ospedale “in violazione dell’articolo 39 del Tuel” si legge in uno dei numerosi passaggi del documento. Non è finita qui però, perché nella lunga relazione in allegato alla richiesta di revoca viene menzionato anche il mancato inserimento all’Ordine del giorno del Consiglio Comunale dell’approvazione del “Regolamento sui contributi, non accogliendo la richiesta dell’Assessore Annalisa Ruggieri” scrivono gli sfiducianti, azioni valutate come intenzioni di esercitare “controllo politico” sul Consiglio Comunale.

COSA SUCCEDE ADESSO? La mozione di sfiducia adesso sarà presentata nel prossimo assise del 25 marzo, con lo stesso Gabrielli che l’ha inserita nell’Ordine del Giorno questa mattina. Serviranno però due votazioni a scrutinio segreto per revocare il ruolo da Presidente del Consiglio. Dopo il 25 infatti, Gabrielli avrà a disposizione 20 giorni per produrre le sue controdeduzioni dopodiché il Consiglio Comunale sarà chiamato a confermare o respingere la revoca con una seconda votazione. Nel frattempo, già dopo il primo voto, sarebbe Antimo Di Francesco, primo per preferenze fra i Consiglieri alle scorse elezioni, ad assumere il ruolo di Presidente.

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