SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Prevenire è sempre meglio che curare. Saranno quindi 1800 gli studenti delle classi di terza media di tutta la provincia di Ascoli che potranno usufruire di un controllo oculistico gratuito necessario per monitorare il cosiddetto cheratocono, ovvero una deformazione della cornea che, nei casi più estremi, può essere risolta solo con il trapianto della cornea.

L’iniziativa è promossa dai tre Rotary Club provinciali (San Benedetto, San Benedetto Nord, Ascoli Piceno) grazie alla collaborazione del Direttore dell’Unità Operativa di Oculistica dell’Area Vasta 5, il dottor Luca Cesari, e l’azienda TecMed di Ancona che fornirà gratuitamente lo strumento per la rilevazione del cheratocono.

Si tratta di una malattia degenerativa della cornea, di origine genetica, che deforma in maniera irregolare la cornea e che è solo parzialmente correggibile con gli occhiali: uno studio dell’Università di Siena ha rilevato una incidenza di un caso ogni 600 abitanti, anche se risulta una casistica maggiore nella zona costiera del Piceno.

“Fino a qualche tempo fa il cheratocono non era di fatto curabile, fino al trapianto della cornea in caso estremo – spiega il dottor Cesari – Oggi esiste la terapia cross-linking che consente di bloccare il cheratocono, purché esso venga rilevato in tempo”. Da qui la necessità del monitoraggio che sarà eseguito direttamente nelle scuole: “Si tratta di un esame rapidissimo, di circa 30 secondi, per cui l’interruzione della lezione sarà molto breve. Tra i 12 e i 15 anni il cheratocono inizia a manifestarsi e per questo motivo cercheremo di realizzare uno screening, entro la fine dell’anno scolastico, su tutta la popolazione di quell’anno d’età”.

Grazie alla collaborazione di Simona Flammini dell’Ufficio Scolastico Provinciale e all’azione dei tre Rotary Club, a partire dai tre presidenti Giovanni D’Aurizio, Giuseppe Pietro Colonnella e Leonardo Carbone, a breve si inizierà con gli studenti della scuola Marchegiani di San Benedetto e dell’Isc Cupra-Ripatransone.

“Rilasceremo un referto della visita ai genitori – continua Cesari – che conterrà una delle seguenti tre opzioni: o paziente non affetto da cheratocono, paziente affetto da cheratocono o paziente che ha necessità di altri approfondimenti”.

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