SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dopo la tempesta degli ultimi giorni Bruno Gabrielli esce alla scoperto e, da buon avvocato, si difende con forza dalle accuse piovutegli addosso da più parti.

PERCORSO POLITICO. Il Presidente del Consiglio, per prima cosa, precisa la sua posizione sulla questione Consiglio “aperto”sulla sanità, chiesto dall’opposizione e non convocato nei 20 giorni di tempo che indicano Tuel e regolamento interno d’assise: “I 20 giorni che mi vengono contestati sono veri” ammette Gabrielli “ma dietro alla mancata convocazione ci sono due motivazioni e la prima è la necessità di dare priorità all’approvazione del bilancio di previsione (la votazione avverrà la prossimo assise il 25 marzo n.d.r.)”. La seconda? Semplice, prima di convocare l’assise aperto Gabrielli vorrebbe tracciare un percorso politico condiviso: “Dobbiamo sapere bene cosa chiedere e a chi chiedere conto della realtà sanitaria locale, altrimenti diventa un abbaiare alla luna. Dobbiamo essere d’accordo in maniera trasversale per arrivare a richieste univoche e non fraintendibili dalla Regione”.

“HO AVVISATO DE VECCHIS”. Tutto risolto dunque? Staremo a vedere, anche perché rimane in piedi un’annotazione di Giorgio De Vecchis (primo firmatario della richiesta) di qualche giorno fa, quando il consigliere diceva: “Gabrielli si comporta come un dominus, avrei capito se mi avesse chiamato” diceva a Riviera Oggi il Consigliere (CLICCA QUI) riferendosi proprio al percorso politico che il Presidente vuole inaugurare. L’azzurro però, sulla questione è piuttosto chiaro: “Io ho avvisato De Vecchis delle mie intenzioni di avviare un discorso politico” risponde Gabrielli che poi affonda anche un po’ il colpo: “Lo conosciamo il personaggio De Vecchis, mi ha anche insultato su Facebook”.

“SONO UN CONSIGLIERE COMUNALE ELETTO E NON RINUNCIO A RUOLO POLITICO”. La “requisitoria” dell’esponente di Forza italia non si ferma però alla questione sanità e si allarga anche alle ultime esternazioni del Pd con Antimo Di Francesco che ieri faceva intendere una possibile azione di sfiducia verso Gabrielli, mettendone chiaramente in dubbio la figura di garante del Consiglio Comunale. Le attività extra-ruolo di Gabrielli in questi mesi hanno infatti fatto storcere un po’ il naso ai democratici che ieri parlavano anche di “delegittimazione del ruolo di Piunti” (CLICCA QUI). Lo stesso “accusato” è però più che chiaro sulla questione: “L’imparzialità del mio ruolo va dimostrata in Consiglio Comunale, al di fuori resto un Consigliere eletto in un partito e non rinuncio al mio ruolo politico” sottolinea Gabrielli.

Quelle percepite dall’opposizione come invasioni di campo dunque, per “l’invasore presunto”, semplicemente non lo sono: “Sono un Consigliere Comunale che ha a cuore la città. Mi sono messo in moto per la foce dell’Albula ad esempio (Gabrielli ha condotto le trattative per la sponsorizzazione che permetterà la riqualificazione dell’area n.d.r.), dov’è  la minaccia in questo o i presupposti per una mancata fiducia?”

A TORINO DA CONSIGLIERE COMUNALE. L’azzurro si difende anche nelle “fattispecie”, chiarendo pure la natura del suo viaggio a Torino di qualche giorno fa: “Sono stato a visitare il Filadelfia in veste di Consigliere Comunale (che il Torino calcio sta ristrutturando e farà diventare un centro allenamenti per la prima squadra n.d.r.) e a spese del Comune” risponde su esplicita domanda. “L’ho fatto perché a Torino avevano un problema simile al nostro, ovvero il recupero di uno stadio storico come lo è il nostro Ballarin” chiude Gabrielli.

 

 

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