SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il “Viaggio” di Andrea Iacomini, Portavoce di UNICEF Italia passa anche per San Benedetto del Tronto. Dopo l’esordio di Bari, il Portavoce di UNICEF Italia terrà un incontro pubblico con gli studenti delle scuole superiori di San Benedetto per raccontare loro le storie dei tanti bambini che vivono in contesti di emergenza, in situazioni di emarginazione sociale e di grande vulnerabilità. L’evento,  organizzato dalla Fondazione Libero Bizzarri  nell’ ambito della 23^ edizione del Premio Libero Bizzarri e dal Comitato UNICEF di Ascoli Piceno avrà inizio alle ore 9:30 di giovedì 9 marzo presso la Sala Consigliare del Comune di San Benedetto del Tronto

Il nuovo “Viaggio” del Portavoce riprende l’esperienza teatrale del 2015, che ha visto Iacomini raccontare attraverso un monologo le storie dei bambini “invisibili”, questa volta articolata in una serie di incontri e conferenze pubbliche, che offriranno l’occasione per presentare il suo ultimo romanzo “Il Giorno Dopo”. Si parlerà non solo dei bambini siriani, vittime di una guerra che sembra non finire, quelli di Yemen, Afghanistan, Iraq, Centrafrica e Sud Sudan o dei piccoli migranti che arrivano da soli in Europa, ma anche dei bambini italiani colpiti dai recenti terremoti, quelli che vivono in condizioni di emarginazione sociale e povertà.

Il viaggio di Iacomini, che nella precedente edizione ha visitato oltre 200 città, sarà l’occasione per discutere dei diritti dei bambini e delle nuove sfide umanitarie ma anche di visitare quelle situazioni di degrado vicine a noi e spesso ignorate. Dai “ghetti” di migranti del sud Italia fino ad arrivare alle zone di frontiera di Como e Ventimiglia, dai centri di accoglienza sorti in varie regioni ai container dove vivono decine di bambini italiani in attesa di una nuova casa. Un viaggio che vuole far breccia nella mente e nel cuore dell’opinione pubblica.

“Viviamo un’epoca storica difficile – dichiara Iacomini- C’è un grande bisogno di raccontare, rispetto a chi alza muri o parla di pulizia etnica, le storie di chi fugge dai propri paesi, le motivazioni che stanno alla base di fughe dalla disperazione. Il senso di questa nuova esperienza sarà proprio quello di informare gli italiani, di mostrare loro la verità, illuminare le periferie dimenticate del mondo di cui ancora si continua a parlare ad intermittenza e offrire un tipo di informazione reale di ciò che l’UNICEF fa in tutti i paesi del mondo”.

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