SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il Consiglio Comunale “aperto” sull’ospedale di San Benedetto dovrà attendere ancora. Non troppo a quanto pare. Oggi infatti in Comune è andato in scena un tavolo allargato fra 3 capigruppo di maggioranza (Giovanni Chiarini per San Benedetto protagonista, Pierfrancesco Troli per Siamo San Benedetto e Gianni Balloni per Fratelli d’Italia) assieme a all’Udc (rappresentata da Domenico Pellei e dal coordinatore Fabrizio Capriotti) e al Psi presente col segretario Umberto Pasquali.

Uno dei piatti forti dell’incontro è stato appunto l’assise “aperto” alla cittadinanza sul tema sanità, chiesto dall’opposizione e al centro di qualche polemica a distanza fra Giorgio De Vecchis e Bruno Gabrielli, col consigliere che rimproverava il Presidente del Consiglio di non aver convocato l’adunanza entro i termini previsti dal Tuel e dal Regolamento interno. CLICCA QUI.

A quanto pare il leader di Ripartiamo da Zero dovrà pazientare ancora un po’, come conferma Giovanni Chiarini, Consigliere di maggioranza e presidente della Commissione Sanità: “Convocherò a breve una riunione di  Commissione per mettere sul piatto la questione Consiglio Comunale aperto, stiamo valutando le date utili ma entro 1 o 2 settimane al massimo ci metteremo tutti attorno a un tavolo” dichiara Chiarini. A questo punto l’assemblea allargata dovrebbe slittare ad aprile visto che difficilmente sarà celebrata prima del prossimo Consiglio Comunale “ordinario”, che dovrebbe celebrarsi sabato 25 marzo.

Nel frattempo lo stesso De Vecchis, assente alla tavola rotonda di oggi, torna alla carica sul tema sanità e lo fa sfruttando i social e postando sulla sua pagina Facebook la frase: “Fate una ricerca su internet: la Regione Marche ci nasconde i dati della mobilità passiva sanitaria. Incredibile e vergognoso!”

Il consigliere si riferisce a quello che viene comunemente chiamato anche “tasso di emigrazione ospedaliera”, ovvero quel flusso di pazienti che non riescono ad ottenere dal proprio ospedale o ente di affiliazione le cure o gli esami di cui hanno bisogno e quindi si rivolgono altrove, strutture private comprese. Questo tasso è di solito oggetto di monitoraggio da chi stabilisce la politica sanitaria perché rappresenta un costo visto che, la Regione Marche, è tenuta a rimborsare la regione che effettua le prestazioni sui suoi affiliati. La mobilità passiva dà inoltre un’idea piuttosto accurata dell’efficienza di un sistema sanitario e dei suoi ospedali dato che, la “fuga” sanitaria del paziente, arriva spesso in ragione di liste d’attesa lunghe, carenza di servizi o migrazione di specialisti verso altre strutture pubbliche o private. Dinamiche a cui i sambenedettesi si possono tristemente dire abituati.

 

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