TERREMOTO e VIABILITÀ. Sono stato ieri, insieme ai colleghi Pier Paolo Flammini e Giuseppe Buscemi, a Comunanza per un convegno sul terremoto. A parte i cognomi curiosi dei partecipanti (Cesaroni, Fantozzi, Casini, Carassai e Ceriscioli) tutto pensavo meno che l’incontro potesse darmi spunti così importanti. Spunti che qualcuno potrebbe definire ‘populisti’ mentre io li ritengo semplicemente oggettivi. Se poi per ‘populismo‘ si vuole intendere la difesa di sacrosanti diritti della gente e quindi dei soprusi che subiscono, amen.

Inizio con una cosa bella che potrei definire musica per le mie orecchie: Cesaroni, il sindaco di Comunanza descrivendo il territorio terremotato a ridosso della Valdaso, ha detto: La fusione dei dodici comuni interessati (la sua città compresa. Ndd), è oramai diventata una necessità imprescindibile, a chi parla di perdita di identità dico soltanto che quella da difendere è culturale, storica ed economica ma non dipende assolutamente dal NUMERO di giunte comunali che governano.

In tre righe Cesaroni ha sintetizzato i motivi per cui lo scorso 28 gennaio, presso il Parco dei Principi a Grottammare, è nata un’associazione denominata Coordinamento Nazionale per le fusioni. Furono presenti ‘volontari’ di comitati pro fusione arrivati da tutta la penisola, da Santa Maria di Leuca a Ivrea. Fu organizzato dal nostrano Comitato “Città Grande”.

Un altro spunto che ha poi animato la discussione è giunto dallo stesso Cesaroni, un sindaco che chiamerò la prossima settimana per fargli i complimenti, in poche parole ha evidenziato problemi macroscopici. Del primo ho già scritto, il secondo è questo: A fusione realizzata resterebbe però il problema della viabilità verso la linea ferroviaria adriatica, con le strade attuali arrivare sulla costa equivale ad un… percorso di guerra con tempi di percorso improponibili.

Osservazione perfetta con un punto nero che mi ha subito sollecitato la domanda: per prendere quali treni? Arrivare a Porto San Giorgio, a Civitanova Marche, a San Benedetto del Tronto per prendere un treno regionale è un contro senso. Per il Freccia Rossa ci sono fermate soltanto ad Ancona e Pescara, il Freccia Bianca ferma due volte soltanto a San Benedetto nella tratta Ancona-Pescara. E 25 volte complessivamente in Ancona (12) e a Pesaro (13).

Quale occasione migliore per fare chiarezza vista la presenza del presidente della regione Ceriscioli e della sua vice Casini, il primo pesarese, l’altra ascolana. A precisa domanda il presidente ha risposto molto vagamente limitandosi a dire che le fermate vengono decise a livello nazionale e non regionale. Stavo per aggiungere se, secondo lui, le motivazioni erano valide o no ma non ha potuto rispondere perché era già in ritardo per un altro appuntamento.

Mi sono quindi rivolto alla Casini dalla quale, essendo ascolana, mi aspettavo una risposta rispettosa del territorio ove si trovava che rappresenta a Palazzo Raffaello. Eccola: “Le motivazioni sono dovute al bacino di utenza e al potere decisionale che non è della Regione. Poi è fuori tema parlare di treni in questo convegno sul terremoto“.

Due dribbling non riusciti. Passi per Ceriscioli che è pesarese e dai pesaresi è stato eletto, da un’ascolana una risposta così non ce l’aspettavamo. Perché l’argomento treni era in tema in quanto citato molto a proposito dal sindaco di Comunanza e il bacino pesarese è inferiore di molto a quello ad est dei territori terremotati. Due ‘bugie’ che il collega Buscemi gli ha fatto notare con veemenza e determinazione. Da quel momento silenzio assoluta della responsabile regionale.

Visto che anche i consiglieri regionali eletti nell’ascolano, Fabio Urbinati e Peppino Giorgini sembrano poco interessati alla questione non vediamo come l’ingiustizia possa essere impedita.

Una parola la vorrei dire a chi sta promuovendo una petizione per far fermare un Freccia Rossa a San Benedetto del Tronto. Magari fosse ma equivale, secondo me, a chiedere la luna visto l’esiguo elenco di fermate e le città alle quali si vorrebbe aggiungere la nostra pur importante città costiera del Piceno.

Che, invece, Fermo-Porto San Giorgio, Ascoli-San Benedetto, Macerata-Civitanova e Teramo-Giulianova abbiano Frecce Bianche in più, a discapito delle 13 di Pesaro-Urbino, mi sembra lapalissiano (Dai vocabolari: ‘Di fatto talmente ovvio ed evidente che la enunciazione o la constatazione ne risulta ridicola’).

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