TERAMO – Una risposta solidale, bella e concreta” così il 24 febbraio il presidente Renzo Di Sabatino davanti ai Sindaci della provincia teramana “quelli più colpiti e quelli meno colpiti, vogliono esserci anche i Comuni chietini e pescaresi”.

Prende forma la manifestazione che si svolgerà  a Roma il prossimo 2 marzo per porre all’attenzione dell’opinione pubblica e del Parlamento la necessità di una modifica al cosiddetto Decreto Sisma e il riconoscimento di una specificità teramana rispetto alla concatenazione di eventi calamitosi.

All’incontro, dal carattere operativo, hanno partecipato anche i consiglieri regionali Sandro Mariani, Mauro Di Dalmazio, Paolo Gatti, l’assessore regionale all’Agricoltura, Dino Pepe; il presidente dell’ANCI Abruzzo, Luciano Lapenna e numerosi consiglieri provinciali.

Di Sabatino ha proposto che da ogni Comune parta l’organizzazione di una presenza di cittadini e istituzioni sulla scia di quanto sta facendo il capoluogo che due giorni fa ha organizzato una riunione per mobilitare la città: il primo punto di raccolta sarà certamente a Teramo, alle ore 8 del 2 marzo, al piazzale di Piano D’Accio adiacente lo stadio comunale; i comuni dell’area interna potrebbero trovarsi a Colledara (all’ingresso dell’autostrada per Roma) ed è in via di definizione un punto d’incontro con gli autobus provenienti da fuori provincia.

Una volta a Roma il corteo si dirigerà verso Montecitorio anche se, nella piazza antistante la Camera dei Deputati, da protocollo di sicurezza, potranno stazionare solo in cinquecento. Intanto, come riferito dal presidente Di Sabatino, c’è un lavoro di relazione che stanno facendo i Parlamentari teramani per organizzare un incontro fra una delegazione qualificata di istituzioni locali e gli interlocutori nazionali.

Subito dopo la riunione con i Sindaci il presidente Di Sabatino ha incontrato anche associazioni e operatori culturali: “Una voce importante che non può mancare alla manifestazione di Roma e che sarà determinante anche nei processi di ricostruzione perché cultura, conoscenza ed espressioni artistiche sono il collante di una comunità e anche una leva di resistenza e cambiamento.  A loro abbiamo chiesto un contributo di idee sulla sceneggiatura del corteo e delle azioni performative per interpretare, in maniera corale, il messaggio che vogliamo trasmettere all’opinione pubblica e alle istituzionali nazionali”.

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